Interrogato Vladimir Mnela: «Ho avuto paura e ho reagito»
Il giovane, che a fatica parla italiano, ha raccontato al gip D'Agostino i pochi minuti prima dell'omicidio. Convalidato l'arresto
Vladimir Mnela resterà in carcere. Questa mattina il Gip Ottavio D’Agostino ha convalidato l’arresto dell’albanese di 21 anni che sabato mattina a Besano ha accoltellato il giovane barista. L’interrogatorio, avvenuto nel Tribunale di Varese, è stato breve e difficoltoso: il giovane, ha detto il giudice per le indagini preliminari, parla solo albanese e conosce poche parole d’italiano. E’ riuscito però a descrivere i pochi minuti concitati prima della rissa sfociata nell’omicidio: ha detto di essere stato insultato fuori dal bar Lory da un gruppo di persone molto aggressive ma di non essere stato in grado di capire nulla di quanto gli veniva detto. L’aggressività del gruppo, però, lo ha spaventato e risalito in macchina con il ragazzo minorenne, Fatjon, ha preso un coltello ed è sceso per affrontarli. Altro particolare che andrà verificato: l’albanese ha dichiarato di aver trovato il coltello nell’auto, auto che è di proprietà della madre di Fatjon, Fabio, e di aver sferrato un solo colpo.
Il giovane, hanno dichiarato Ottavio D’Agostino e l’avvocato d’ufficio del giovane Paola Vigo, è sconvolto e continua a domandare perdono per ciò che è accaduto sabato sera.
Ora è tornato ai Miogni e si trova in una cella in isolamento. Uscito dal tribunale con le manette ai polsi ai giornalisti e fotografi che lo circondavano ha domandato ancora una volta perdono.
E a Besano la rabbia a quanto pare non si è ancora placata: questa notte qualcuno ha scritto sul muro della pizzera gestita da albanesi e che confina con il bar di Claudio Meggiorin “Te ne devi andare”. La scritta è stata immediatamente cancellata, ma la tensione nel paese resta alta.
Ma anche a Varese si respira ancora un’aria pesante: questa mattina, sul chiosco che si trova di fronte a Palazzo di Giustizia, è stato trovato un cartello che invitava alla "pena di morte per l’albanese di Besano". Il cartello con la minaccia è già stato sequestrato dalla Digos.
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