Lettera aperta ai colleghi di Uniascom
La Confesercenti ritiene strategico per le imprese avviare una nuova fase nei rapporti interassociativi
Riceviamo e pubblichiamo
Le piccole e medie imprese, in particolare quelle rappresentate da Confesercenti e da Confcommercio, stanno attraversando un periodo certamente non facile.
La contrazione dei consumi, la crisi economica del Paese, in misura diversa anche della nostra realtà Provinciale, basti pensare alla crisi della Wirlpool, Inda, Poretti solo per citare alcuni casi, la polemica sui prezzi che ha avuto quale unico obiettivo la colpevolizzazione dei commercianti, l’ennesima contrazione delle attività di vicinato e il continuo espandersi della grande distribuzione, sono solo alcuni degli aspetti che abbiamo dovuto affrontare in questi ultimi mesi e che, pur troppo, saremo chiamati a discutere anche nelle prossime settimane.
Noi riteniamo, in ogni caso, che il nostro Paese, in primis la Provincia di Varese, ha la capacità e la forza per reagire a tale situazione. Per raggiungere però questo importante traguardo abbiamo bisogno di una forte spinta verso l’innovazione, la formazione, le nuove tecnologie; le nostre imprese hanno bisogno di maggiore fiducia verso il futuro, devono poter intravedere la possibilità di farcela, devono sentire le Istituzioni Pubbliche e le Associazioni che le rappresentano vicine ed impegnate al loro fianco.
Insomma dobbiamo costruire, come del resto il Tavolo Provinciale di Concertazione sta nei fatti facendo, un sistema a rete delle nostre imprese, capace di guardare oltre il proprio orticello, vedere nella collaborazione, tra tutti i soggetti interessati, il vero punto di forza per il rilancio del nostro sistema economico. Come del resto dobbiamo rafforzare e migliorare il rapporto con le Organizzazioni Sindacali, potenziando il sistema degli Enti Bilaterali, solo attraverso una vera e sana concertazione sarà possibile compiere quel salto di qualità in nuove relazioni sindacali che renderà possibile il raggiungimento di importanti traguardi.
In particolare per i settori rappresentati dalle due associazioni di categoria, Confesercenti e Confcommercio, il lavoro sarà ancora più faticoso. La contrazione dei consumi, l’espandersi della grande distribuzione, un nuovo assetto territoriale, la diversificazione delle spese, la caduta del reddito delle famiglie, il rilancio e la riqualificazione turistica delle nostre realtà, saranno le sfide dei prossimi mesi.
Ebbene, di fronte a tutto ciò vi pare normale che continuiamo a polemizzare su quisquilie e non riusciamo ad avere momenti di confronto, di iniziativa unitaria? Siamo sicuri di fare il bene delle piccole e medie imprese? Siamo certi che ognuno debba andare per la propria strada senza sentire la necessità di un confronto, i problemi delle imprese Associate alla Confesercenti non sono per caso simili a quelle associate all’Uniascom?
Oltre il 60% delle imprese dei nostri settori non sono Associate ad alcuna Associazione. Ci possiamo sentire soddisfatti?
Pensate solo un attimo cosa significherebbe una forte e condivisa unità di azione delle due Associazioni nei rapporti con gli Enti Pubblici.
Eppure, noi qualche sforzo lo abbiamo compiuto, anche se non ci sottraiamo alle nostre responsabilità. Richiamiamo, unicamente per la cronaca, solo alcuni atti che abbiamo compiuto per favorire un vero e sincero confronto tra le nostre Associazioni.
Nelle nostre relazioni alle Assemblee Provinciali dell’ottobre 2001, 2003 e 2004 Vi proponemmo ufficialmente la costituzione di un tavolo permanente di confronto sui temi inerenti ai nostri settori, pur troppo non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
In occasione del rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio, 2002, Vi proponemmo un vero apparentamento tra le due associazioni per indicare i dirigenti camerali del settore commercio e turismo, pur troppo non riuscimmo a raggiungere questo obiettivo.
Pur tuttavia votammo, senza avviare nessuna trattativa, il Dr. Achille Farina nella Giunta Camerale in rappresentanza del Commercio, atto che ripeteremmo con certezza anche oggi, domani e dopo.
Sarebbe stato opportuno, visto anche quel voto, che ha significato sicuramente molto di più di tutte le belle parole spese, essere coinvolti nel confronto di merito.
Non contenti, nell’estate del 2004 Vi invitammo ad un incontro per valutare assieme come meglio investire le risorse Pubbliche, a fine 2004 Vi proponemmo di costituire, presso la Camera di Commercio, un tavolo comune di confronto, per valutare, analizzare e decidere sugli aspetti riguardanti i nostri settori, così come già da diversi anni esiste tra le Associazioni dell’Artigianato.
In ugual modo succede nei rapporti con le singole Amministrazioni Comunali; ognuno va per la propria strada. Anche qui potremmo fare una lunga lista di nostre iniziative atte all’unità, ma Ve le risparmiamo.
L’unico settore che ci ha visto collaborare è quello degli ambulanti, grazie ad un lungo e proficuo rapporto, anche personale, che è in essere tra il nostro Presidente e il Sig. De Santis.
Potremmo citare la situazione di Varese città: incuntrèmes, lettera aperta al Sindaco le aperture del venerdì sera ecc.
Vi rimandiamo alle cronache giornalistiche per verificare chi con insistenza ha polemizzato contro la categoria.
Noi riteniamo che sia arrivato il momento per dire basta a questa miope politica sindacale, sempre che vogliamo fare gli interessi delle imprese che rappresentiamo e che vorremmo ulteriormente rappresentare. Non ci si può misurare tra associazioni partendo unicamente dal numero degli associati, dei dipendenti. Le idee, i programmi non si valutano a chili!
Se davvero si vuole avviare un serio confronto, una proficua collaborazione non si può altro che partire dal rispetto reciproco, dal reciproco riconoscimento e dalla pari opportunità.
Non è certamente nostra intenzione, saremmo degli stolti se lo pensassimo, non tener presente la forza diversa tra noi e Voi.
Mai nessuno, ne tanto meno noi, ha mai dubitato che la Uniascom è l’Associazione maggiormente rappresentativa del Commercio, Turismo e dei Servizi della Provincia di Varese, ciò non significa però che c’è chi decide e chi prende atto delle decisioni.
Anche sul piano Politico tutto è mutato. Oggi noi, non solo da Statuto, ma anche nei fatti, non abbiamo nessun legame Politico.
Abbiamo registrato, in occasione delle Elezioni Regionali, la Vostra presa di posizione a sostegno del Dr. Formigoni, nulla di scandaloso, una scelta legittima. Smettiamola però di insistere, ogni qualvolta non si hanno argomenti validi, sulla medesima strada: Confesercenti = Sinistra o Comunisti, non ci crede ormai più nessuno, probabilmente nemmeno Voi.
Cari colleghi di Uniascom dovete farvene una ragione: le Associazioni di rappresentanza del Commercio, Turismo e dei Servizi sono due, la Confcommercio e la Confesercenti.
Noi riteniamo invece importante, strategico per le imprese che rappresentiamo, avviare una nuova fase nei rapporti interassociativi, ciò non significa annullare le differenze, le storie ma rafforzare la rappresentatività dei nostri settori.
Pensate come cambierebbe l’approccio sia con le Istituzioni Pubbliche sia con gli operatori se le associazioni fossero unite.
Perché mai dovremo continuare, ognuno per la propria strada, a fare le medesime cose, uniamo le forze, le idee, le proposte e confrontiamoci con gli altri, deciso tutto ciò ognuno farà la propria parte, poi chi avrà più filo da tessere tesserà.
Ancora, sarebbe assai positivo che anche l’Ascom partecipasse alla Associazione “Varese Europea” per contribuire assieme ad altri a disegnare il futuro della nostra città.
La forza di una Associazione non si misura sempre e solo con i numeri, insistere su questo piano potrebbe far scivolare in atteggiamenti arroganti, stizziti e presuntuosi, ma al contrario la forza di una Associazione si misura anche per il suo dinamismo, per la sua capacità di alleanza, di unità e dai risultati che saprà ottenere.
Per queste semplici ragioni, Vi rinnoviamo la nostra disponibilità ad avviare una nuova fase nei rapporti, per costruire assieme una maggiore forza a difesa delle piccole e medie imprese del Commercio, Turismo e dei Servizi.
Allora perché non istituire un tavolo di confronto unitario?
Con viva cordialità.
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