L’Industria varesina è ancora “impantanata”

Il dato emerge dall'analisi congiunturale per il trimestre aprile - giugno 2005 di Univa

Non c’è niente da fare: nemmeno in questo trimestre si riesce ad uscire dal tunnel produttivo in cui la nostra provincia si è impantanata.  A dirlo sono i risultati dell’Indagine Congiunturale realizzata dall’Unione Industriali della Provincia di Varese per il  periodo aprile–giugno 2005, relativa ai settori metalmeccanico, tessile-abbigliamento, chimico e farmaceutico, gomma-plastica della provincia.

I dati rilevati infatti  «evidenziano una situazione di trascinamento produttivo – spiega la sintesi dell’indagine  – Non sono mancati miglioramenti in alcune realtà: tuttavia, nel complesso permane piatto il profilo produttivo, in particolare nelle imprese di minori dimensioni e a mercato prevalentemente locale».

Molto contenute le aspettative a breve, complice il trimestre estivo. Lo stesso vale anche per il portafoglio ordini. L’andamento del mercato del lavoro, valutato solo in termini di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, evidenzia una diminuzione di circa il 19% nel numero delle ore autorizzate nel primo semestre del 2005 rispetto all’analogo periodo del 2004.

In particolare, l’economia varesina ha manifestato nel secondo trimestre alcune difficoltà legate a ristrutturazioni in corso, sia di natura settoriale, sia aziendale, a cui si sono tuttavia affiancati anche miglioramenti produttivi. Non mancano infatti segnalazioni di maggior dinamismo in alcuni comparti, che in genere percepiscono con anticipo i miglioramenti del ciclo. I segnali però sono per ora isolati e limitati a particolari ambiti produttivi, come la filiera relativa al petrolio ed all’energia. Appare buona anche la situazione produttiva nelle imprese dell’aeronautico e nel suo indotto.

Ma, nel complesso, gli indicatori dell’Indagine Congiunturale relativa all’andamento economico provinciale hanno rilevato un profilo di risposte molto simile a quello della rilevazione precedente. Rimane pur sempre una percentuale, intorno al 18%, di imprese che indicano un miglioramento produttivo rispetto al trimestre passato. Ma la maggioranza (circa il 52%) registra stabilità e una quota vicina al 30% sconta diminuzioni nella produzione. Mantenendo il saldo nelle risposte negativo come nella rilevazione dello scorso trimestre, ma non in peggioramento. 

Le aspettative produttive per il trimestre successivo, complice l’attesa della consueta riduzione della produzione nei mesi estivi, presentano perdipiù un peggioramento rispetto alla attese formulate tre mesi fa. Il portafoglio ordini infatti appare in una situazione negativa e la sua composizione è in peggioramento rispetto al trimestre precedente: tant’è vero che il 21% del campione ha registrato miglioramenti nel livello degli ordinativi, contro un 38% che ha dichiarato riduzioni, mentre lo scorso trimestre queste percentuali ammontavano rispettivamente al 31% (miglioramento) e 39% (peggioramento).

Nel secondo trimestre le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria sono rimaste sostanzialmente in linea con il livello raggiunto nei primi tre mesi dell’anno. Il confronto con lo scorso anno mette però  in evidenza un rallentamento nel complesso delle ore autorizzate durante il primo semestre: la Cassa Integrazioni Guadagni Ordinaria segna così un miglioramento del 19% nei primi sei mesi del 2005, rispetto agli stessi mesi del 2004.  Si tratta di un ritorno ai livelli del 2003, ma in cifra assoluta il ricorso a questo ammortizzatore sociale – circa 3 milioni di ore autorizzate – conferma la permanente pesantezza della situazione produttiva.

Inoltre, più della metà delle ore autorizzate nei primi sei mesi appartengono al settore tessile-abbigliamento e più precisamente il 56% del totale. Una quota significativa è anche quella del settore metalmeccanico, che concentra circa il 25% delle ore autorizzate.

Sono stati pubblicati inoltre, in forma provvisoria, i dati relativi al commercio estero nel primo trimestre 2005. Fatta salva la volatilità delle variazioni riferite al solo primo trimestre, si è registrata ancora una volta una tenuta complessiva, a valore, del commercio estero su base provinciale: le esportazioni hanno raggiunto i 1.745 milioni di euro (+7,4%) e le importazioni sono ammontate a 1.307 milioni di euro (+ 9,2%). Il saldo complessivo relativo al primo trimestre 2005 della provincia di Varese è stato di +438 milioni di euro (+2,1%). In termini di composizione circa il 60% delle esportazioni sono state originate dal settore metalmeccanico, quasi il12% dal settore tessile-abbigliamento, circa il 10% dal settore chimico e farmaceutico ed il 9% dal settore gomma-plastica.

Nel sito Univa l’indagine completa

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Pubblicato il 21 Luglio 2005
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