Vicenda Accam, interviene il centrosinistra

Trasparenza e soluzione al nodo della convenzione con Busto le ricette per venire a capo di una situazione in fase di stallo

Massima trasparenza sulle vicende oggetto d’indagine; necessità di una soluzione della convenzione per dare prospettive all’Accam e risposte alle esigenze del territorio di Borsano; piena fiducia nell’operato della magistratura. Queste, in sintesi, le parole d’ordine lanciate da DS, Margherita e socialisti bustocchi in un comunicato congiunto sulla questione Accam, anche alla luce delle recenti vicende giudiziarie.

«Esprimiamo
preoccupazione per le posizioni di Buscemi» che, criticando la
magistratura, tendono a “politicizzare” l’inchiesta,
sottovalutandone la portata; nello stesso tempo vogliamo contrastare
qualsiasi caccia alle streghe»
scrivono i segretari dei tre partiti del centrosinistra, Maurizio Maggioni, Walter Picco Bellazzi e Giovanni Devastato. «Le
forze politiche e gli amministratori devono svolgere i compiti che
sono loro propri: garantire efficiente politica dei rifiuti,
esercitare buona amministrazione e controlli.
La
Magistratura ha la nostra piena fiducia. Confidiamo in un esito
chiaro e veloce».
Il comunicato si concentra quindi in un attacco alle politiche regionali in materia di rifiuti. «Fenomeni
criminosi di ampiezza territoriale cosi vasta come quelli emersi con
la recente inchiesta Grisù dimostrano che le politiche di
intervento nel campo dei rifiuti urbani ed industriali, di
responsabilità regionale, sono molto arretrate e carenti
rispetto al livello di sviluppo della Lombardia e del Nord.
Anche
gli apparati preposti ai controlli, l’agenzia ARPA, risentono di
una politica di tagli delle risorse e del personale che ne
impediscono un capillare ed adeguato funzionamento. La Regione
Lombardia spende per l’Arpa lo 0.7 % della spesa sanitaria contro
una media nazionale che supera l’1%». Pesante il giudizio dei tre segretari sulla gestione del problema rifiuti:
«Nella
moderna Lombardia, i rifiuti, anziché essere parte
qualificante di politiche energetiche ed ambientali valorizzanti sono
sinonimo di marginalità e terreno di azione della
criminalità.
La
Giunta regionale porta responsabilità pesanti nel ritardo
complessivo della Lombardia su questo fronte».

Tornando alla vicenda più strettamente locale di Accam, emerge la necessità di porre fine allo stallo che paralizza i rapporti dell’ex consorzio con Busto Arsizio, sempre più isolata. «In
un panorama generalmente arretrato, l’Accam ha rappresentato, per
decenni, una risposta locale basata sulla collaborazione dei Comuni
dell’Altomilanese e sulla loro autonomia» osservanmo gli esponenti del centrosinistra.
Questa
esperienza è messa a rischio dal perdurare, ormai da circa un
anno, di uno stato inammissibile di paralisi, provocato dai contrasti
tra Busto e gli altri Comuni associati».
I
rischi paventati da Maggioni, Picco Bellazzi e Devastato includono il
blocco
delle manutenzioni all’impianto, l’assenza del previsto risanamento ambientale per le aree compromesse
, l’ annullamento
del ruolo dei Comuni nella politica di gestione dei rifiuti e il rischio
di «interventi emergenziali surrogatori».
Che fare, dunque?

Tanto Rosa che i suoi colleghi soci in Accam, secondo il centrosinistra bustocco dovrebbero regolarsi come segue. Da un lato garantire la massima
trasparenza attraverso indagini interne su tutti gli aspetti
gestionali; dall’altro
definire
al più presto un accordo tra Busto e altri soci, per dare
garanzie di massima efficienza all’impianto e attuare il
risanamento ambientale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato il 05 Luglio 2005
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