«Ecco il centro congressi che la città aspetta»

L’architetto Ovidio Cazzola ha presentato alla stampa il progetto. L'area è quella tra corso Europa e via Metastasio

Un centro congressi, una sala polifunzionale da 1500 posti che possa accogliere, al meglio, soprattutto le rappresentazioni teatrali, altri spazi perché la struttura  sia luogo di  promozione culturale,sociale ed economica, infine 65 milioni il costo: ecco in sintesi il progetto da realizzare su un’area in passato vincolata per  questo scopo  e situata alla confluenza di corso  Europa con via Metastasio.  A  questo progetto che non è una provocazione, ma un forte  richiamo a recuperare  lo spirito di iniziativa di uomini che fecero della Varese di inizio 900 un riferimento non solo nazionale, l’architetto  Ovidio Cazzola ha lavorato  con anima, cuore  e intelligenza  avendo  attenzione a problemi e sensibilità caratteristici della nostra  comunità. E così la struttura è stata inserita in un importante  contesto  ambientale –  spettacolare la vista di lago e monti – senza ferirlo,  area al tempo stesso  raggiungibile in pochi minuti a piedi dal centro cittadino e che si offre ai più rapidi collegamenti stradali senza la tortura degli  attraversamenti.

 

Il progetto è stato affidato oggi, per la prima notizia, alla stampa, poi  Ovidio Cazzola  lo presenterà a forze politiche, sociali, economiche.  Può essere un sogno, ma porta con sé elementi di forte impatto e concretezza: la necessità di scuotere un  piccolo mondo che una volta aveva la fortuna di saper pensare e realizzare in grande; l’esigenza assoluta di richiamare  al servizio attivo e permanente i non pochi intellettuali varesini che hanno scelto da anni  di isolarsi da una realtà sorda e grigia invece di scuoterla; il  dovere   di mostrare alle giovani generazioni  quale via sia efficace e  praticabile per entrare realmente in un futuro vincente.

Il progetto  non è  destinato alla sola rivitalizzazione di  Varese: Cazzola infatti chiama a raccolta i sindaci delle comunità che , pur nella loro  piena autonomia, di  fatto sono già parte di un’entità di 200 mila abitanti che come tale  può  avere grandi vantaggi  da strutture, servizi, programmazioni e gestioni  comuni.

 

Ovidio Cazzola  formula la sua proposta e invita tutti alla discussione  avendo  ben presenti  gravi  errori urbanistici come il mancato decentramento del Tribunale,  lo sviluppo delle Corti quando i centri commerciali da tempo vengono  realizzati in in periferia,  la concezione  settecentesca del teatro che si vorrebbe nell’ex caserma  Garibaldi, e ovviamente la scelta dell’ ex Macchi come area per un centro congressi.

Cazzola inoltre non fa stravaganti  “fuori pista“ in ordine alla collocazione  della nuova struttura : egli infatti si avvale di una destinazione individuata nel corso dell’elaborazione del piano direttore del piano regolatore  varato in seguito dalla Giunta  Fassa.

Come e perché da corso Europa  con il centro congressi si sia finiti nell’area ex Macchi, urbanisticamente  molto più  problematica, ce lo potranno dire personaggi affidabili come   Pietro Macchione e Raimondo Fassa,  resta il fatto  che appare sempre vincente il  pregio della modernità e della fruibilità dell’idea ripresa e sviluppata  dall’architetto Cazzola.

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Pubblicato il 29 Settembre 2005
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