Missionario tradatese ucciso in Congo

Lo ha riferito l'agenzia Misna. Fra Angelo Redaelli aveva 40 anni. Il sacerdote ucciso dopo aver investito una bambina di tre anni

Un religioso italiano, frate Angelo Redaelli, è stato ucciso quest’oggi – lunedì 12 settembre – in Congo Brazzaville, a circa 500 chilometri dalla capitale Brazzaville nei pressi di Owando. L’uomo era nato a Tradate il 19 maggio 1965 ed era originario di Turate (Como). Il missionario è stato assassinato a colpi di machete in seguito ad un incidente stradale: il fuoristrada condotto da frate Angelo aveva investito una bambina di tre anni, uccidendola.
Lo ha riferito l’agenzia Misna (Missionary International Service News Agency), contattata da padre Gianfranco Pinto Ostuni, portavoce dell’Ordine francescano dei frati minori, la congregazione a cui apparteneva padre Redaelli.

Secondo quanto si è appreso fra Angelo è sceso dalla vettura subito dopo l’impatto per tentare di soccorrere la bambina. Con lui sono intervenute anche le altre otto persone che si trovavano sul fuoristrada, tutti missionari e suore alcuni dei quali di origine congolese. La reazione dei familiari della piccola è stata però feroce: alcune persone si sono avventate sui religiosi e li hanno aggrediti a colpi di machete. Ad avere la peggio è stato proprio fra Angelo, colpito più volte fino alla morte, mentre i suoi compagni sono riusciti a scappare nella foresta vicina alla strada e a rifugiarsi poi all’interno del vescovato di Owando.
La salma del frate francescano – riferisce sempre Misna – sta per essere traslata a Brazzaville dove verranno officiate le esequie. La bara sarà quindi rimpatriata in Italia per la sepoltura.

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Pubblicato il 12 Settembre 2005
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