Parco del Ticino, “situazione insostenibile”
Questa l'amara conclusione della Valutazione Ambientale Strategica presentata oggi a Tornavento dal Parco Ticino: "Il territorio sta esplodendo"
"Il territorio sta esplodendo": il grido d’allarme viene dal Parco Ticino, che oggi ha presentato nella sua sede locale a Tornavento di Lonate Pozzolo la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), atteso e importante strumento di analisi della realtà territoriale dal punto di vista della sostenibilità e della vivibilità. Tre tecnici dell’ente Parco hanno presentato la Vas ai Sindaci dei Comuni associati, ed è stato lo stesso direttore del Parco Ticino Dario Furlanetto a denunciare che la situazione, così com’è, "è insostenibile". In sostanza, dalle due ore e mezza di presentazione della Vas e di dibattito è emerso che i benefici ottenibili nei trasporti con la nuova rete di infrastrutture in corso di realizzazione e progettate non valgono a paragone dei danni ambientali previsti. "Stiamo bruciando la candela senza far luce", si è detto significativamente: e se Malpensa rimane la ferita che più brucia all’interno del territorio del Parco, si scopre con un pizzico di sorpresa che l’hub conta solo per un 10% del volume complessivo dei trasporti che passano per il Parco (e parliamo solo del Parco lombardo, non anche di quello piemontese sull’altra sponda!, ndr). In realtà, è tutto il sistema viario e infrastrutturale dell’immane conurbazione lombarda centrata su Milano e il Nord-Ovest lombardo a pesare come un macigno sul presente e sul futuro del Parco, secondo l’opinione dei redattori della Vas. Il problema numero uno per il parco sono gli spostamenti sulle brevi distanze, quelli propri della "suburbanizzazione" come fenomeno sociale, economico e tecnologico. Sono questi a mettere in grave difficoltà un territorio, quello della valle del Ticino, indicato come zona verde di qualità con oasi di natura ancora integra, e per questo affidato già trent’anni fa all’Ente Parco lombardo.
Giorgio Merletti (foto), Sindaco di Arsago Seprio e fra i più tenaci nell’opposizione ad ulteriori ampliamenti dell’hub insubrico, nota amaramente che "quando si è trattato di progettare a destra e a manca superstrade e terze piste, i tempi della politica si sono di colpo fatti velocissimi, molto più di quelli dell’analisi ambientale ed urbanistica". Anche i progetti in corso d’opera non sono sfuggiti alla lente d’ingradimento critica della Vas: è stato asserito, ad esempio, che il rapporto benefici-impatto ambientale di una possibile tangenziale di Somma Lombardo sarebbe migliore di quello della Malpensa-Boffalora. "Non vogliamo diventare la discarica di Milano" è stato ribadito dai Sindaci dei Comuni dell’area Malpensa, quella in cui è maggiormente avvertita la preoccupazione per i nuovi progetti, su tutti la terza pista dell’aeroporto. "Speravamo che con la nomina di Davide Boni ad assessore regionale al Territorio le cose migliorassero, ma finora ben poco si è visto" commenta ancora Merletti. "Inoltre, anche certe risposte date dai tecnici del Parco sono state un po’ carenti, non per questione di metodo ma di dati a disposizione. Il metodo utilizzato per la Vas è corretto, con tanto di differenti scenari futuri e le relative conseguenze, nulla da dire. Ma su certi aspetti addirittura i tecnici del Parco non hanno avuto i documenti necessari per lavorare – per esempio sulla terza pista, quando già a maggio questa era un progetto definito".
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