Caielli: «Con questa devolution i comuni soffriranno»

I diesse contestano la finanziaria e la devolution. Colpite le fasce più deboli

La finanziaria non piace ai diesse, ai sindaci diesse e tantomeno agli ex sindaci. Roberto Caielli, che in fatto di amministrazione locale ha grande esperienza,  boccia senza appello la legge e la riforma federalista fatta dal centrodestra. «Fanno passare come federalista una cosa che è l’esatto contrario» dice Caielli tra il divertito e lo stizzito. «Ci sono tre cose che mi preme dire: la prima è che questa riforma non sia vista dal cittadino come una  partita tra il privato e il pubblico. Questa cosa riguarda tutti e anche più di quanto la gente pensi. Perché? perché saranno tagliati molti servizi sociali garantiti alle fasce più deboli, quelli che hanno bisogno. Non è una  riforma equa perché si dovranno tagliare gli investimenti per casa, scuola e trasporti. Si investirà meno sulla cultura, i servizi agli anziani e l’assistenza all’infanzia».
Gli altri due punti che lei contesta quali sono?
«C’è un rovesciamento in atto, è una devolution al contrario. È come avere una Ferrari senza il carburante, come faccio a viaggiare. Il centrosinistra aveva previsto motore e carburante in maniera equilibrata per poter permettere agli enti locali di potersi muovere »
Uscendo dalla metafora?
«Significa che i comuni potranno essere governati solo con il principio della spesa. Non è possibile che dalla sera alla mattina la spesa degli enti locali si riduca del 10 per cento. E chi vorrà più  fare il sindaco. Diciamo che è una riforma perfetta per la situazione attuale del comune di Varese».
Lei pensa che la gente abbia capito quello che sta succedendo?
«Diciamo che è stato fatto di tutto per non far sapere cosa accadrà. È passato il messaggio elettorale: abbiamo la devoluzione e il federalismo. Un centrodestra dove gli alleati sono in grande conflitto tra loro non poteva che fare questa scelta. Forse qualcuno dimentica che c’era già un federalismo, più timido,  fiscale introdotto dal governo Amato di cui nessuno parla. La gente pagherà più tasse».
Per i Comuni cosa si prospetta.
«Nulla di buono. Ricordo che quando il presidente della commissione bilancio, il  leghista Giancarlo Giorgetti, venne a Travedona all’assemblea dei sindaci, disse che era nell’impossibilità di mantenere le promesse  e di prepararsi a tempi peggiori. ecco ci siamo. Io però ho ancora speranza nello sciopero del 25»

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Pubblicato il 22 Ottobre 2005
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