Che imbarazzo parlare di Malpensa con gli americani

Dove si riflette dei problemi dell'hub, della pubblicità di Varese e dei grandi padri degli Usa

Sull’aereo che porta a Seattle c’è tempo per riordinare i pensieri e fare qualche riflessione.

AEROPORTI
Vi assicuro che il pensiero di Malpensa e dell’Alitalia continua a tormentarmi.
Come è possibile, mi domandano, che essendo il mercato al Nord, l’Alitalia faccia base a Fiumicino? E come mai tutti i governi intervengono da anni con aiuti più o meno scoperti e la situazione rimane comunque pre-fallimentare? Come mai non si prende atto della realtà e si pongono rimedi?
Sinceramente in difficoltà cerco di dare spiegazioni, ma credo che il mio imbarazzo trapeli chiaramente.
E non solo che per fortuna non sanno che siamo noi a pagare, Ma per ulteriore fortuna non sanno neppure che le Ferrovie dello Stato non sono collegate all’aeroporto…

BROCHURE
Le nostre brochure che distribuisco a piene mani a ogni dove riscuotono un ottimo successo. Posso rassicurare il Presidente Belloli, che è con me il "produttore" del materiale con il marchio "Varese Land of Tourism": abbiamo fatto un buon investimento. Se un volto ogni venti o trenta tra quelli che si illuminano guardando le fotografie farà tappa dalle nostre parti, avremo recuperato quanto speso. Un consiglio (interessato) ai lettori: portatevene un po’ quando viaggiate all’estero, di quelle con la traduzione (inglese, francese o tedesco). Le potete chiedere in Provincia o alla Camera di Commercio: mostrarle vi renderà orgogliosi e renderete un servizio alla vostra terra.

NON SOLO HOLLYWOOD
Tra tutti i monumenti o i posti visitati c’è n’è uno che mi torna spesso in mente.
Al Lincoln Memorial, la statua di Abramo Lincoln alto sei metri e seduto su un "trono" con i fasci del potere è davvero impressionante.
Ti fa sentire piccolo, quasi ti spaventa.
Bellissime le parole scolpite nel marmo, parole che Lincoln pronunciò a Gettysburg, sul terreno della più importante battaglia della guerra di secessione, e che chiudono la faida che costò fiumi di sangue ad entrambe le parti:
"Che da questi morti onorati possiamo noi trarre un’accresciuta dedizione alla causa per cui diedero la vita.. perché il governo del popolo, attraverso il popolo, per il popolo non scompaia dalla terra."
Dopo aver letto queste parole non puoi che scendere le scale seguendo lo sguardo di Lincoln, lungo la stessa scalinata da cui Martin Luter King pronunciò il suo celebre discorso "I have a dream…"
Scendendo quei gradini poi vedi i monumenti alla II guerra mondiale e alla costituzione americana… e capisci che gli americani sono ben capaci di creare emozioni. E non solo a Hollywood.

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Pubblicato il 18 Ottobre 2005
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