Dalle piazzate alla piazza bella
29 ottobre 2005, ore 11: dopo anni finalmente una notizia positiva, infatti dalla recenti piazzate dei giovani padani e dell’intero partito che ha disarcionato il sindaco Fumagalli inneggiando all’ex futuro sindaco Maroni (tale se la Lega tornerà al governo) si passa alla piazza vera e bella da inaugurare, che ricorda il Grappa, monte sacro alla patria.
Grazie allo storico dell’arte Silvano Colombo nei giorni scorsi Varesenews l’ha presentata ai suoi lettori: gli architetti varesini Giavotto e Leandro Redaelli hanno realizzato un eccellente progetto giovandosi della consulenza di Marcello Morandini, personaggio grande e schivo, che già si era occupato della piazza.
Il recupero odierno cancella errori fatti dal primo progettista dell’intera opera, l’architetto Loreti, e dalla scarsa frequentazione della cultura urbanistica da parte dell’ ultima Giunta della Prima repubblica. A essere pignoli, ai governi Fumagalli si può rimproverare il ritardo dello sviluppo di una iniziativa del primo sindaco leghista, Raimondo Fassa, ma è già un bel colpo che dopo l’impegno per alcune rotatorie si sia guardato al cuore antico della città.
E la storia di questo cuore e di altri siti della vecchia Varese viene raccontata da immagini esposte in un “pallone trasparente” collocato in un angolo abbastanza tranquillo della piazza. Un’idea apprezzabile. La mostra di disegni e fotografie resterà aperta per un paio di settimane e lascerà il passo anche a una sorta di bilancio delle realizzazioni dei Fumagalli boys. C’è molta curiosità dal momento che in 13 anni di governo(ma il sindaco Fassa ha avuto il peso di una partenza difficile)la Lega Nord non ha risolto nessun grande problema cittadino. Anche nell’ultima legislatura e con la collaborazione della Casa delle Libertà. Se si va fieri di quanto non si è realizzato o peggio a pochi mesi dalle elezioni lo si ricorda ai cittadini allora si dimostra di vivere in un altro mondo o di sottovalutare la pazienza di una comunità che è sì per tradizione schierata in campo moderato, ma che difficilmente accetterà di riporre, ancora una volta e dopo così tanti anni di vane attese, la sua fiducia in uomini e schieramenti che non diano garanzie di capacità operativa. Alla Lega soprattutto non basterà proporre come sindaco Maroni se poi non avrà una bella squadra. Uomini all’altezza e poi programmi seri, nel senso che siano realizzabili: questo è il primo passo che deve fare chi davvero ama Varese.
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