Grandi stempera i toni della polemica con Rifondazione

Il capogruppo progressista chiarisce: "Non ho accusato i comunisti di collaborare con la maggioranza, le mie erano critiche relative alle scelte sul Piano provinciale rifiuti"

Dopo le dure parole del segretario di Rifondazione Comunista Jarno Marchiori al suo indirizzo, Alberto Grandi (foto), capogruppo dei Progressisti in Consiglio comunale, cerca di stemperare i toni e di riportare il dibattito interno all’Unione su una base di concretezza."Nella lettera del segretario di Rifondazione sono presenti varie inesattezze. basti pensare alle vicende Cinque Ponti e pista ciclabile, nelle quali il nostro comportamento è stato cristallino". A Grandi "spiace vedere che il centrosinistra continua a volersi fare del male", tanto più che Rifondazione è un "pilastro fondamentale della coalizione". La volontà di ricucire, dunque c’é; e Grandi aggiunge: "In verità non vi è mai stato alcuno scontro o divergenza sul piano politico con Rifondazione". Se le cose stanno così, da dove viene l’astio manifestato a più riprese dai consiglieri della falce e martello per le critiche al loro operato? "Io non ho accusato Rifondazione di collaborare con il centrodestra, è una intepretazione errata. Ho solo detto, invece, che presentare propri emendamenti alle osservazioni sul Piano provinciale rifiuti sostenute dal sindaco Rosa significa, di fatto, fare il gioco della maggioranza". Quest’ultima, a sua volta, non è priva di problemi interni, come dimostra la recente lite tra Rosa e il suo assessore all’Ambiente, Buzzi. Andando più in profondità nell’analisi critica delle proposte presentate da Rifondazione, Grandi si chiede che differenza vi sia trale osservazioni del Sindaco e gli emendamenti presentati dai consiglieri comunisti Corrado e Lofano. "Certo, loro volevano impedire la produzione di cdr (combustibile da rifiuti, ndr) e la sua importazione da fuori provincia, ma anche la linea del Sindaco, alal fine, è quella di tenersi Accam così com’è, senza ammodernarlo perchè divenga un impianto a cdr. Il fatto è che in questo modo, a lungo andare, si va all’emergenza rifiuti, dato che Accam è un impianto già oggi obsoleto". Come uscire dall’impasse, dunque? "Dobbiamo andare alla radice del problema, che nonj è insè l’inceneritore, ma la produzione di rifiuti: quella dobbiamo mirare a ridurre". Ed ecco il punto d’incontro con Rifondazione Comunista, che sostiene da tempo questa stessa tesi; viceversa, sul che fare di Accam, le tesi divergono, e non sarà facile ritrovare una posizione comune.

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Pubblicato il 24 Ottobre 2005
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