Malattie vascolari: anche Varese tra i centri d’eccellenza
Si svolgerà il 21 e il 22 ottobre, un convegno internazionale sulle malattie che colpiscono vene e arterie. Esperti a confronto, con un occhio alla ricerca
Varese sarà al centro dell’attenzione della comunità scientifica internazionale. I prossimi 21 e 22 ottobre, infatti, presso il Dipartimento di Biologia strutturale e funzionale dell’Università dell’Insubria si svolgerà il convegno internazionale "Insubria Vascular update". Sono attesi i migliori esperti italiani, europei e statunitensi per fare il punto della situazione sia riguardo alle tecniche sia circa gli sviluppi in campo scientifico.
"Per Varese è un appuntamento importante – sottolinea con enfasi il dottor Patrizio Castelli, direttore della Scuola di Specialità in chirurgia vascolare – perché è il riconoscimento ufficiale del livello qualitativo raggiunto. Inoltre è un’occasione per la popolazione di questo territorio di conoscere una realtà spesso trascurata che, viceversa, rappresenta una vera ricchezza".
Le malattie vascolari, quelle per intenderci che colpiscono vene e arterie, sono tra le principali cause di mortalità. Molto spesso, però, si ignora o non si riflette a sufficienza sui disagi e sui costi sociali che derivano da queste patologie: "A volte si lanciano campagne di sensibilizzazioni su malattie di gran lunga meno diffuse sul territorio, anche se magari più devastanti – riflette il dottor Castelli – Sui problemi vascolari non c’è sufficiente consapevolezza: ecco perché noi ci teniamo a far conoscere al territorio il livello raggiunto dallo staff medico e chirurgico che opera all’ospedale di Circolo". La malattia vascolare è nella maggior parte dei casi una malattia cronica che colpisce le persone sopra i 60 anni e che spesso si manifesta con un improvviso peggioramento: "Il nostro gruppo è attrezzato per gestire le emergenze 24 ore su 24 ed è in grado di utilizzare e combinare molteplici tecniche chirurgiche".
Rispetto a qualche decennio fa, anche le procedure sono migliorate innalzando la "praticabilità" su soggetti in condizioni cliniche un tempo reputate pericolose. Quattrocento sono gli interventi che vengono eseguiti in un anno e di questi almeno il 30% viene fatto in emergenza.
Per Patrizio Castelli, il meeting internazionale avrebbe anche un ulteriore scopo: dimostrare la propria credibilità per trovare sostenitori e finanziatori dell’attività di ricerca ormai fondamentale: "Il contributo di associazioni, istituzioni e mecenati potrà sostenere studi importanti: come la diagnosi precoce degli aneurismi e della malattie cerebrovascolari alla base degli ictus".
Al di là dell’appuntamento, qualitativamente di alto livello, ciò che preme sottolineare è il valore di iniziative simili che ricevono attestazioni internazionali ma che dovrebbero suscitare apprezzamento e sostegno anche da chi non è del campo ma dovrebbe cominciare a percepire la sanità come una scienza che va costantemente perfezionata per il nostro benessere.
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