È scoppiata la lotta per il controllo della “Varese by night”
L’incendio al Conrad: la polizia tiene aperte più ipotesi d’indagine
Una lotta per la conquista del territorio e per uno degli affari che si stanno rivelando più lucrosi per la città, vale a dire il controllo e la gestione dei locali pubblici e della vita notturna.
L’incendio che ha danneggiato il Caffè Conrad di via Cattaneo (foto) squarcia il velo su scenari inquietanti. Sull’episodio specifico il ventaglio delle spiegazioni rimane apertissimo, ma l’espansione legata all’intrattenimento serale a Varese ha indubbiamente conosciuto un boom inatteso. E attirato interessi e tensioni fino a oggi sconosciute in una città di provincia. Sull’incendio doloso al Conrad la Squadra Mobile tiene al momento aperte tutte le piste, complice anche il fatto che il gestore del locale Giorgio Keuleyan, si è trovato suo malgrado al centro di vicende diverse tra loro. Ad esempio, la scorsa estate aveva fatto arrestare due albanesi che lo stavano taglieggiando. Allo stesso modo chi ha appiccato l’incendio all’interno del locale potrebbe covare motivi di risentimento più banali (ad esempio una lite all’interno del locale) vendicati in quattro e quattr’otto con un attentato improvvisato. Resta anche il fatto che Keuleyan, imprenditore che gestisce altri locali in città, era entrato in urto con l’amministrazione comunale, ricevendo ben 29 ispezioni da parte dei vigili in tre mesi e rispondendo con un esposto alla magistratura.
Ma ogni accostamento tra l’incendio e quella denuncia è al momento puramente arbitrario. Gettandosi alle spalle l’inquietante incendio dell’altra notte, rimane uno scenario su cui pesano interrogativi. Una grande quantità di bar e negozi negli ultimi tempi è vorticosamente passata di mano, molti ritrovi hanno inaugurato la loro attività, il settore ha assistito a un ingente investimento di capitali e in questo affare si sarebbero infilati personaggi con numerosi precedenti di polizia. Gestendo direttamente o indirettamente i locali. Non richieste di pizzo, non il traffico della droga, insomma, sarebbe l’obiettivo di chi vuole impadronirsi della piazza ma il semplice accaparramento della numerosissima clientela giovanile disposta a spendere tre euro per una birra o sei euro per un cocktail: un affare, detto in altri termini, molto più redditizio e meno rischioso di quelli illegali. Ma per conquistarsi la clientela bisogna ancora una volta fare ricorso a metodi brutali e non sempre in linea con la legge.
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