Plan di Bregano, la zona T è un imbroglio

Gianni Armiraglio chiede di unire tutta la documentazione sul complesso residenziale. Il sindaco Fiorenzo Bina stempera i toni

Il residence Plan di Bregano è un complesso immobiliare costruito nel 1973 che ospita 82 unità abitative,  portineria, piscina, campo da tennis e club house. All’incirca dieci anni dopo la realizzazione, durante il ventennio di amministrazione di Giuseppe Zocchi, il piano regolatore venne cambiato e la sola zona  residenziale del Plan, ad esclusione del complesso sportivo, venne classificata zona T, cioè "turistica speciale".

Gianni Armiraglio, capogruppo in consiglio comunale di Riscopri Bregano, spiega l’anomala situazione del Residence Plan di Bregano e ricorda i numerosi interventi con interrogazioni, esposti e convocazioni del Consiglio Comunale: «Gli svantaggi di vivere in una zona turistica speciale sono notevoli – come spiega il Armiraglio -. La riqualificazione degli immobili come zona turistica speciale, in tempi successivi alla costruzione e senza nessun apparente fondato motivo per considerare la zona residenziale di Bregano come turistica, ha consistenti ripercussioni sia sulle imposte comunali, sia sulla perdita di valore dell’immobile rispetto al momento della costruzione».

«La zona T – chiarisce Armiraglio – implica, in base a quanto scritto nel piano regolatore, che, essendo la volumetria pari all’esistente, non è possibile aggiungere nulla a quanto è stato costruito: è ammessa unicamente la manutenzione ordinaria e straordinaria. Le zone turistiche speciali sono degli escamotage per poter classificare delle zone come turistiche. La motivazione della scelta potrebbe essere legata all’ aumento di volumetria in seguito alla costruzione di tutte le villette del residence Plan. Di conseguenza non ci sarebbe stata più possibilità di edificare altre case in Bregano. La zona T turistica speciale viene sottratta alla volumetria residenziale del paese e si può continuare a costruire».

Benché la zona T risalga agli anni ottanta, i problemi sono sorti intorno alla metà degli anni novanta con l’amministrazione Bina. «In quegli anni il Comune ritoccò le aliquote ICI per tutto il paese. Per quanto riguarda le abitazioni della zona T furono riclassate con un conseguente aumento dell’imposta comunale sugli immobili, spropositato rispetto al resto del paese», prosegue Armiraglio.  

Alcuni residenti del Plan fecero ricorso denunciando il riclassamento e nei mesi scorsi è arrivata la prima sentenza che accoglie la richiesta della signora Luciana Vanni Fulgenzi. Diciassette condomini del complesso Plan di Bregano hanno quindi firmato una richiesta indirizzata al Comune di Bregano e una al Prefetto di Varese per fare chiarezza sulla situazione e per uniformare la posizione di tutti i condomini. «Chiediamo di unire in un’unica inchiesta tutti i procedimenti giudiziari in atto – prosegue Armiraglio.  

Fiorenzo Bina, sindaco di Bregano dal 1999 e riconfermato nel 2004 per la lista Progetto Bregano, dichiara di essere a conoscenza della conferenza stampa di questa mattina e del problema che si protrae da quattro anni. Afferma che l’approvazione del piano regolatore che definisce il terreno del residence zona turistica T risale all’86, prima dell’attuale amministrazione. Il Prg è stato approvato dalla Regione e nessuno ha fatto ricorso entro i sessanta giorni stabiliti. Il sindaco sottolinea che «la zona T non ha alcuna influenza sull’imposta comunale immobili e l’aliquota ICI è del 5 per mille per la prima casa e del 7 per mille per la seconda casa, senza distinzione per la zona T, non il 5% e il 7,5%, come afferma il dottor Fulgenzi nella lettera del 5 novembre a Prealpina. Le quote ICI sono calcolate in base alla rendita catastale stabilita dall’ufficio tecnico erariale di Varese e anche il riclassamento degli immobili del 1996, che ha determinato l’aumento dell’ICI, non dipende dal Comune di Bregano».

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Pubblicato il 12 Novembre 2005
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