Truffa alle poste, due in manette per riciclaggio
Con documenti falsi avevano già prelevato 30 mila euro grazie a titoli rubati due anni fa. Li incastra la polizia postale, in borghese tra i clienti dello sportello
Un piano quasi perfetto, che grazie alla professionalità degli inquirenti e degli impiegati delle poste è stato però sventato. Due uomini conosciuti alla Questura, Gino Amabile, di 45 anni di Solbiate Olona e Giordano Cavaleri, cinquantanovenne di Castiglione Olona sono stati arrestati dalla Polizia Postale delle Comunicazioni di Varese per essere stati pizzicati in flagranza di reato per ricliclaggio e falsificazione di documenti.
Secondo le indagini condotte dalla Questura il duetto aveva architettato uno stratagemma per recuperare decine di migliaia di euro da alcuni titoli nominativi postali rubati due anni fa in un appartamento di Locate Varesino. I titoli, emessi dalle poste, davano la possibilità al legittimo possessotre di prelevare l’importo in ogni momento. E per arrivare all’obiettivo, lo stratagemma è partito da un classico della truffa: la falsificazione di documenti, con le generalità del legittimo possessore dei titoli, fatta eccezione per la foto dell’Amabile, finita sulla carta filigranata fasulla, come falso è risultato il codice fiscale, realizzato ad hoc per il raggiro. Il tutto condito dalla fiducia che i dipendenti postali di Gornate Olona – l’ufficio di Poste Italiane scelto per mettere a punto il giochetto – riponevano in un viso noto, quello del cliente abituale che pagava le bollette della luce e del gas a fine mese e con cui si scambiano quattro parole sul tempo: Giordano Cavaleri. Il Cavaleri avrebbe aiutato, secondo la ricostruzione della Polizia Postale, il finto beneficiario dei certificati di deposito a riscuotere una prima tranche di circa 30 mila euro, sempre allo sportello di Gornate Olona.
Pochi giorni dopo dal primo prelievo, poi, la prenotazione per il ritiro di altri contanti, di lì a pochi giorni: altri 40.000 euro. Cifre importanti, che hanno insospettito i funzionari dei due uffici postali: quello dell’emissione dei titoli, Locate, e quello dove l’Amabile aveva chiesto il prelievo, Gornate. Un confronto delle carte d’identità via fax tra i due istituti è stato sufficiente per confermare che qualcosa non andava. Le poste hanno quindi avvertito la polizia, che ha atteso in borghese l’arrivo dei due agli sportelli. Concordato un giorno per prelevare i contanti, gli agenti si sono spacciati per clienti e hanno così fatto scattare le manette al momento giusto ai polsi dei due.
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