Devolution, Consiglio regionale approva all’unanimità richiesta di referendum

La proposta avanzata il 23 novembre scorso dalla Giunta regionale e approvata lunedì scorso dalla Commissione Affari istituzionali

Via libera alla richiesta di referendum sulla devolution.

Il sì è arrivato oggi dal Consiglio regionale che ha votato all’unanimità (63 presenti, 63 voti favorevoli) la proposta avanzata il 23 novembre scorso dalla Giunta regionale e approvata lunedì scorso dalla Commissione Affari istituzionali convocata in seduta straordinaria.

Anche il Consiglio regionale della Lombardia dunque, come è avvenuto nei giorni scorsi nelle Assemblee legislative di altre Regioni,  si schiera per chiedere che la modifica Costituzionale che introduce la devolution, il Senato federale e stabilisce  nuovi  poteri per il  premier, venga sottoposta al parere della popolazione tramite referendum.

Sia lo schieramento di centrodestra che quello di centrosinistra, con motivazioni diverse, hanno appoggiato la proposta.

Nel suo intervento Massimo Zanello, capogruppo della Lega Nord., si è detto sicuro che i cittadini si esprimeranno a favore della riforma perché “ci consegna uno Stato moderno ed efficiente. Si tratta di una riforma che ci porterà verso quel federalismo fiscale che rappresenta una battaglia di civiltà  e di democrazia”. Quanto alla critiche sulla devolution, Zanello ha detto che “è la prima volta che una riforma costituzionale  viene annunciata in un programma elettorale. A differenza di quella del 1948 sulla quale mai i cittadini sono stati chiamati ad esprimersi. Quello sì fu un grave deficit democratico ”.

“La Devolution – ha detto invece  il capogruppo di Forza Italia Giulio Boscagli – è un passo importante verso la modernizzazione del Paese. E giusto allora che gli italiani  si esprimano. Anche per chiarire a quanti si oppongono alle riforme, per mantenere i privilegi del centralismo burocratico e statalista, che indietro non si torna. I lombardi e gli italiani vogliono istituzioni pubbliche alleate dei loro tentativi di costruire il benessere proprio e altrui, non apparati burocratici troppo lontani dai bisogni e dalla vita della gente. Adesso – ha aggiunto ancora Boscagli – attendiamo tutti l’attuazione del federalismo fiscale grazie al quale dare completa attuazione alla riforma”.  

Per Luciano Pizzetti, dei Ds, con “questa legge si produce un rapporto potenzialmente conflittuale tra Camera, Senato e Regioni. Non si genera un moderno equilibrio dei poteri, ma uno squilibrio tra essi. E ancora, Governo e maggioranza parlamentare agiscono sul reciproco ricatto e in Corte Costituzionale si rafforza il peso dei partiti. Tutto questo è grave, inaccettabile e mina alla base il funzionamento corretto e positivo del sistema statuale. La Devolution è un mostriciattolo ingannatore bocciato da costituzionalisti famosi. E sarà bocciato anche dai cittadini con il referendum”.

“La natura di questo referendum – ha detto Riccardo Sarfatti dell’Unione Lombardia – è di natura oppositiva e non confermativa, dunque dovremo mettere in atto un’operazione-verità per dire ai lombardi come stanno effettivamente le cose. E se i cittadini, come io mi auguro, diranno di no, il Presidente Formigoni dovrà trarne le conseguenze”.

Anche Stefano Zamponi dell’Italia dei Valori si è schierato per il referendum, definendolo “opportuno perché la Costituzione non è merce di scambio”, mentre Giuseppe Prina della Margherita ha parlato di riforma costituzionale “grave perché portata avanti in una torre d’avorio senza discussione e confronti”.

Per Alleanza Nazionale è intervenuto l’Assessore al Turismo Piergianni Prosperini che ha sottolineato come il federalismo “nei programmi delle Casa delle Libertà era una tappa importante e decisiva e che il traguardo con la riforma che introduce la Devolution è adesso realtà. I cittadini siamo convinti che diranno sì perché questo federalismo fa bene all’Italia e alle Regioni”.

Marcello Saponaro dei Verdi ha annunciato che il loro gruppo e tutto il centro sinistra  “raccoglierà un gran numero di firme da parte dei cittadini che si oppongono alla riforma perché il senso del referendum è oppositivo”., mentre Mario Agostinelli di Rifondazione Comunista ha chiesto al Presidente Formigoni di farsi garante dell’operazione –verità e dunque “che l’istituzione mantenga un ruolo super partes”.

Parere favorevole è stato poi anche espresso da Sveva Dalmasso del gruppo “Per La Lombardia” e da Elisabetta Fatuzzo dei Pensionati.

Nel dibattito è intervenuto il Presidente della Regione Roberto Formigoni.

Formigoni dopo essersi augurato che nelle prossime settimane il “livello del confronto fra i partiti sulla riforma interessi il merito della questione”, ha spiegato il perché Regione Lombardia si è fatta promotrice del referendum. “Lo facciamo – ha detto il Presidente  – perché vogliamo essere protagonisti di un’operazione verità. Sì perché i  toni e i contenuti degli oppositori a questa riforma sono solamente strumentali in quanto l’intento è quello di demonizzare la devolution agli occhi dei cittadini. Questa riforma invece mette in grado i lombardi  di rendersi conto delle sperequazioni esistenti  fra le Regioni e  che dovranno essere affrontate e sanate. Ci auguriamo dunque che il referendum sia approvato”.

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Pubblicato il 01 Dicembre 2005
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