Giuditta Capella firma le magiche storie di Arturo
Esce nelle librerie di tutta Italia il primo libro della scrittrice varesina. Un viaggio fantastico tra magie e storie incredibili
«Ogni volta che Arturo andava dalla nonna Sara, gli succedeva una magia» comincia così il viaggio meraviglioso di un bambino fortunato, nato dalla fantasia di Giuditta Capella, giovane scrittrice varesina che con “Arturo e la magie segrete” esce nelle librerie di tutta Italia con il primo libro da autrice (Edizioni Fabbri). Dopo una lunga esperienza come educatrice, curatrice di progetti didattici e traduttrice di libri per bambini, per la prima volta presenta al pubblico un personaggio suo, che trasporta il piccolo lettore in avventure fantastiche. Efficace con la penna e non meno con il disegno, Giuditta Capella ha curato anche l’illustrazione del libro realizzando i disegni che accompagnano la storia.
È il primo libro di Giuditta Capella ad uscire in libreria come autrice: che cosa si prova?
È bello regalare una storia a dei bambini.
Arturo è un bambino fortunato perché ha una nonna molto speciale: che cosa fa di così incredibile?
Ogni volta che Arturo va dalla sua nonna gli succede una magia. Sempre. La nonna Sara ha la capacità di vedere il mondo con gli stessi occhi di Arturo, per questo è speciale. Così, quando fanno qualcosa insieme nella piccola casa dal giardino di rose in cima alla collina, lei lo accompagna fino a un certo punto ma si accorge di quando Arturo intravede un varco fatato, e lo lascia andare.
E dopo Arturo non sa mai se le cose magiche gli sono successe davvero oppure no. Perché con la sua nonna è così…
Lei ha anche realizzato le illustrazioni del libro, un rapporto profondo tra parola e immagine come è nato il personaggio scritto e quello disegnato?
Personaggio scritto e personaggio disegnato sono nati da subito insieme e con caratteristiche ben definite: testa grande piena di pensieri, occhi vispi e sorridenti pronti a cogliere ogni spiraglio di magia nascosto dentro le cose, e qualcosa di buffo nell’insieme. Perché i bambini sono un po’ buffi.
Gianni Rodari diceva che i piccoli lettori sono molto più esigenti di quanto ci si aspetti, lei che da anni lavora con i bambini, come si pone nei loro confronti?
È vero che sono esigenti. Quando racconto una storia nei miei laboratori so che non posso sbagliare, che quando la racconterò di nuovo la volta dopo non potrò cambiare una parola, una pausa, uno sguardo. I bambini sono attenti. E sentire che le parole di una storia si ripetono sempre uguali li rassicura, li mette nella condizione di poter cogliere con slancio e calore gli spunti offerti dalla storia stessa, e partire liberi e felici per il viaggio della loro fantasia.
Nel rapportarmi con loro cerco sempre di pormi ad altezza di bambino, di non guardarli mai dall’alto in basso ma negli occhi, e con grande rispetto: i bambini hanno già tanto dentro, bisogna solo punzecchiarli e aiutarli a esprimersi. E il mondo incantato che hanno in sé va tenuto vivo perché è prezioso. Prezioso come una magia segreta.
Scritta nell’accogliente studiolo di Varese, la storia porta con sé le atmosfere suggestive e serene della Liguria, luoghi e profumi ai quali l’autrice è molto legata e che ritornano nel racconto con la distesa di pini marittimi della collina della nonna Sara e l’orizzonte grande del mare.
La sua penna tornerà a scrivere presto?
Ho l’impressione che la penna sia piena di storie…
Arturo e i suoi amici potranno tornare a rivivere storie fantastiche per la gioia di tutti i bambini.
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