Lo stipendio? Lo ricevo sull’e-mail
A partire da marzo 2006 tutti gli impiegati statali riceveranno la busta paga via mail. Ecco come si stanno preparando le scuole

Comma 197 della finanziaria 2005: segnatevi questo riferimento, perché sarà fautore di una piccola rivoluzione tecnologica nel quotidiano di molti. Il testo della legge, infatti, parla ufficialmente del cedolino elettronico, cioè della busta paga recapitata via e-mail. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della norma, quindi a marzo 2006, tutto il personale delle amministrazioni pubbliche, stipendiato direttamente dal Tesoro, riceverà il cedolino della busta paga esclusivamente nella casella di posta elettronica. Niente più buste di carta sempre introvabili, o accatastate in raccoglitori di dimensioni ogni giorno più inquietanti.
Ed ecco un altro piccolo cambiamento che rimpiazza la carta con i bit: solo una settimana fa recitavamo il requiem in memoria dei fax, abbandonato dall’Inail, ed oggi diamo l’addio alla ricevuta dello stipendio (ma non alla busta paga, per fortuna). Un passaggio esteriormente avveniristico, ma a sentire gli interessati potrebbe anche essere decisamente indolore.
Gli uffici del Tesoro di Varese si dicono pronti al “lancio”. In pratica, infatti, il centro operativo del Ministero è già in grado di diffondere automaticamente informazioni via mail. L’unico problema ad aver rallentato il passaggio sembra essere quello della privacy. Perché ormai in molti hanno un indirizzo di posta elettronica, ma non sempre si tratta di una casella protetta e personale. Per questo motivo in questi giorni è stata inviata una mail a tutti gli uffici pubblici, invitandoli a fornire un indirizzo personale ad ogni dipendente.
In particolare hanno dovuto rispondere gli uffici più ampi e importanti: le scuole. E dalla nostra piccola indagine sembra che gli istituti siano già impegnati a pieno regime. La segreteria dell’Itpa Casula di Varese, ad esempio, sta assegnando un indirizzo di posta ad ogni docente. Anzi, con un pizzico di orgoglio il dirigente scolastico Oieni afferma: «credo che le scuole siano gli istituti più preparati al cedolino elettronico».
L’amministrazione dell’Itc Tosi, invece, sfrutterà gli indirizzi forniti direttamente dal Ministero dell’Istruzione tramite il servizio TRAMPI. Attualmente sembra che ci siano alcuni problemi con il recupero delle password e la risposta del servizio, ma per un istituto che di tecnologia se ne intende il passaggio appare piuttosto naturale.
Quindi tutti pronti con le caselle “accese” per il periodo di sperimentazione, che andrà da gennaio a marzo 2006. In questi mesi i dipendenti riceveranno sia il cedolino elettronico sia il tanto caro cedolino di carta. Poi, se tutto andrà bene, i dipendenti pubblici daranno l’addio alla piccola abitudine mensile. Abitudine che, evidentemente, comporta molte spese e troppo tempo sprecato all’amministrazione pubblica.
Insomma, stiamo dando l’avvio ad una separazione graduale, per salutare definitivamente un altro intralcio burocratico. E per cambiare, come dovuto, le abitudini di molti…
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