Mariani: “Non ci resta che piangere”
Il capogruppo della Margherita fustiga la Giunta dopo l'ultimo consiglio comunale, in cui sono stati presentati atti "contraddittori e lacunosi", nemmeno controfirmati
Riceviamo e pubblichiamo
attore napoletano questo è l’unico commento che oggi rimane
da fare sulla maggioranza politica di Busto Arsizio.
Ci eravamo lasciati
con l’inquietudine dei silenzi assordanti del Sindaco, che durante
la discussione dell’ultima variazione di bilancio e del piano di
trasporti pubblico non aveva aperto bocca. Un segno inquietante che
non presagiva quello, ancor peggiore, che sarebbe accaduto
nell’ultimo consiglio comunale.
L’altro giorno il
consiglio comunale prevedeva la discussione di due scelte strategiche
nella politica economica e di servizi nell’immediato futuro di
Busto: la trasformazione di Agesp spa e la liquidazione della società
provinciale di gestione del servizio idrico ReteAcqua.
La trasformazione di
Agesp, lacunosa e con errori negli atti, prevedeva l’incorporazione
e la fusione delle attuali società del gruppo per l’annesione
dei comuni oggi serviti da Agesp Spa (Marnate, Castellanza, Fagnano
e altri…..) e nella prospettiva, poco chiara, della futura
aggregazione tra Agesp Spa e AMSC di Gallarate.
La seconda, era la
delega al sindaco per il voto nell’assemblea degli azionisti di
Reteacqua che ne avrebbe dichiarato lo scioglimento. Anche questo
atto con indicazioni poco chiare e addirittura contrastanti (la
Margherita ha evidenziato e ottenuto lo stralcio del punto 2 della
delibera in netta contraddizione con il punto 1) ma che soprattutto
evidenziava il fallimento di tre anni di politica del centrodestra
per l’organizzazione del servizio idrico provinciale che aveva
unicamente portato alla creazione di una società con relative
“poltrone” senza un indirizzo strategico e un percorso condiviso,
e portando i piccoli comuni della provincia a ribellarsi allo
strapotere delle società guidate dalla giunte di Lega-
centrodestra delle grandi città, che volevano da sole gestire
il servizio idrico integrato in provincia di Varese.
Bene, l’altra sera
abbiamo avuto l’ultimo segno, forse il più basso, di quanto
questa amministrazione abbia a cuore l’interesse di Busto.
Nella discussione
delle delibere siamo venuti a conoscenza che la Giunta non aveva
firmato gli atti. Alla domanda precisa di un esponente della
maggioranza (!!!!!) il Sindaco ha risposto con una delle affermazione
più “pilatesche” che si siano sentite da quando i sindaci
vengono eletti a mandato popolare: “la delega di approvazione a
questo provvedimento è del Consiglio e quindi la giunta lo
porta alla discussione dell’assemblea senza alcun parere”.
Peccato che la verità
vera si doveva poi sentire, qualche giorno dopo, dalle pagine della
stampa locale con risvolti grotteschi: il vicesindaco che chiama in
causa il sindaco sulle sue responsabilità e quest’ultimo che
gli risponde, sempre a mezzo stampa, che la verità era che la Giunta non aveva trovato l’accordo sulla presentazione della
delibera.
troviamo una Giunta che non decide e una maggioranza consiliare
costretta a sostituirsi al lavoro dell’esecutivo (Mariani se ne era lamentato ad alta voce in aula, ndr). L’altra sera la
domanda con risposta di chi era tra il pubblico del consiglio era una
sola: “ma se non presentano gli atti in consiglio cosa stanno a
fare in Giunta? Ma vadano a casa !!!” Ecco, questa è
la situazione oggi del comune di Busto. Questa è la verità
che dovrebbero conoscere i nostri concittadini. Speriamo che questa
agonia finisca. Per adesso, “non ci resta che piangere”.
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