Mondiali 2006, le rivali dell’Italia
Un girone duro, ma gli azzurri hanno una rosa che dà ampie garanzie. Da temere soprattutto i cechi, ma anche Usa e Ghana potranno dare fastidio
I rivali del gruppo E che gli azzurri di Marcello Lippi dovranno temere maggiormente sono senza dubbio i cechi di mister Brukner, navigato allenatore che ha a disposizione campioni di assoluto valore, a cominciare da Pavel Nedved, Pallone d’Oro 2003 e punto di forza della Juventus. A difendere i pali un’altra stella, Petr Cech, autentica saracinesca del Chelsea di Mourinho. In difesa Ujfalusi, in forza alla Fiorentina, è l’uomo di maggiore affidamento, circondato da giovani forti fisicamente e sempre più abili anche nel gestire la palla. I cechi sono arrivati in semifinale agli Europei 2004 e occupano attualmente il secondo posto nel ranking Fifa. In mezzo al campo, oltre a Nedved, Rosicky darà fantasia, Jarosik forza e inventiva, Smicer e Poborsky i cross per Baros e Koller, il gigante buono del Borussia Dortmund. Una formazione solida, con elementi di talento e forza fisica da vendere, un osso veramente duro.
Gli Usa di Bruce Arena sono invece un riuscito mix di gioventù ed esperienza, con alcune stelle come Beasley, ala del Psv Eindhoven, e Reina, centrocampista offensivo con un passato ed un presente di tutto rispetto tra Germania e Inghilterra. Tanti giocano in Europa, altrettanti nel campionato statunitense, che sta prendendo sempre più piede e sforna ogni anno campioncini. Da tenere d’occhio, se Arena vorrà convocarlo nonostante la giovanissima età, Freddy Adu, classe 1989, di nascita ghanese, ma naturalizzato:per lui si sprecano paragini importanti, vedremo se riuscirà a fare la differenza. Al Mondiale Under 20 ha offerto giocate di alto livello alternate a momenti di pausa, ma la sua stella è destinata a brillare.
Il Ghana, infine. Allenato dallo slavo Djukovic, sono una squadra che definire solida è poco. Nelle qualificazioni africane ha subito solo 4 gol, può contare su uomini giovani, ma che da anni giocano in campionati europei di primo livello. La stella è Essien, pagato a peso d’oro da Abramovich: soldi ben spesi, comunque, visto che il colosso, erede di Marcel Desailly, nato ad Accra e naturalizzato francese, ha preso in mano il centrocampo dei blues e li sta guidando verso un’altra cavalcata trionfale in Premier. Accanto a lui, a centrocampo, il Ghana può contare su Muntari ed Obodo, entrambi classe 1984 in forza all’Udinese: forti, tecnici e navigati nonostante i loro 20 anni. In più un’altra vecchia conoscenza del calcio italiano, Stephen Appiah, per una zona centrale di tutto rispetto. Dietro il re indiscusso della difesa è Sammy Kuffour, gigante della Roma con una miriade di scudetti e coppe vinti con il Bayern in Germania. I punto debole è l’attacco: non ci sono stelle, ma Addo e soci sapranno dare il proprio contributo.
E poi l’Italia. Lippi ha a disposizione un gruppo solido, forte, ben assortito, forse una delle rose più complete degli ultimi anni. Se gli azzurri arriveranno alla competizione mondiale in forma di testa e di gambe, poche formazioni potranno competere con loro. In porta c’è forse il miglior estremo difensore del mondo, Gigi Buffon. Davanti a lui, la coppia Cannavaro-Nesta dà ampie garanzie, con le fasce coperte da Zambrotta, tra i migliori del mondo in questo ruolo, e Grosso, una delle possibili sorprese. A centrocampo il genio di Pirlo, il moto perpetuo di Gattuso e l’estro di Camoranesi, dietro le punte Totti, atteso ad una conferma e una rivincita personale dopo le figuracce dell’Europeo. In attacco Giardino e Toni, due che hanno confidenza con il gol. In più una serie di alternative in ogni ruolo che fanno stare tranquilli anche in caso di malaugurati infortuni: da Zaccardo, Chiellini e Barzagli in difesa, a De Rossi, Ambrosini, Zanetti, Corini e tanti altri a centrocampo, fino all’eterno Del Piero, Inzaghi, Iaquinta, e le possibili sorprese di quel che resta del campionato, Cassano in testa. Ci sarà da soffrire, ma le nazionale c’è.
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