Parcheggi, in via Zappellini la misura è colma
Rifondazione Comunista presenta una risoluzione per garantire ai residenti la sosta, attualmente a disco orario in tutta la zona. Già raccolte un centinaio di firme a sostegno della proposta
In via Zappellini i residenti, quasi tutti privi di box auto, hanno ormai raggiunto e superato da un pezzo i limiti della pazienza. Privi di posto auto proprio, sono costretti a numeri da circo per parcheggiare, quasi sempre in posti a disco orario, che costellano la via e quelle limitrofe. C’è chi vive letteralmente sul balcone o accanto alla finestra per controllare se qualche posto si libera e correre ad occuparlo subito, sempre nel timore di qualche multa. "E non basta: siccome di multe ne prendono, e parecchie, perchè i vigili devono pur applicare le norme, a volte di sera fino alle 22, quando scade il disco orario, accade che qualche residente scenda letteralmente in vestaglia a spostare l’auto, per poi magari dover fare il giro della città perchè il posto è stato subito occupato…" spiega Antonello Corrado, capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio comunale. A lui si è rivolta una signora residente in un condominio di via Zappellini per segnalare l’incresciosa situazione dei parcheggi. Il consigliere ha preparato una risoluzione in cui propone che ai residenti sia dato un contrassegno per consentire loro la sosta gratuita e illimitata nei paraggi, vista la situazione limite in cui si trovano. "In via Zappellini c’è la posta, c’è la scuola Maria Immacolata – anche qui, parcheggi, numerosi ma tutti a disco orario, un’autentica beffa – , una banca, e la vicinanza del Municipio, quindi il traffico è intenso a tutte le ore del giorno. Ora i residenti, in parrticolare proprio quelli del palazzo prospiciente l’istituto scolastico, stanno raccogliendo le firme per una petizione da presentare in Comune; ne avrebbero già un centinaio".
Quel che Corrado tiene a sottolineare, infine, è che "il sistema parcheggi è da ripensare completamente. La politica del parcheggio a pagamento mostra tutti i suoi limiti. È stato detto che lo si faceva per invogliare la gente ad usare i mezzi pubblici – evito ogni commento. Ma più in generale l’amministrazione dice: il cittadino si paghi tutti i servizi che utilizza. Già è discutibile questo, nel caso dei parcheggi (dov’è il servizio, qui?). Andando al sodo, invece di cincischiare e perder tempo intorno al parcometro, maledicendosi per essere rimasti senza monete, i bustocchi non potrebbero pagare a monte i parcheggi con un abbonamento annuale, posteggiando poi tranquilli con il loro bravo contrassegno di pagamento in vista? Accade in molte città, Milano su tutte; e il prezzo dell’abbonamento, una volta pagato da tutti i cittadini cui è intestata un’automobile, sarebbe modesto. A quel punto il parcomentro, se proprio deve rimanere, sarebbe imposto solo ai non residenti".
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