Lavoro, sicurezza, infrastrutture le necessità primarie di Busto
Crisi occupazionale, nuova caserma dei Carabinieri e infrastrutture i temi dell'incontro fra il nuovo Prefetto Aragno e il sindaco Rosa
"Siamo molto onorati che il nuovo Prefetto abbia scelto Busto quale sua prima tappa". Con questo benvenuto così il Prefetto di Varese, Roberto Aragno (foto), è stato accolto a Palazzo Gilardoni dal sindaco Luigi Rosa e dai vicepresidenti del Consiglio comunale Nino Pellegatta e Angelo Verga. Il rappresentante in capo dell’amministrazione statale, da poco nominato a succedere ad Alfonso Pironti, è giunto in visita a Busto per discutere di alcuni temi "caldi" che interessano la città e l’amministrazione: la crisi occupazionale, con la Mizar in primo piano, la questione della nuova caserma dei Carabinieri, già finita ma che al momento il Ministero dell’Interno non ha i fondi per aprire, e la cronica carenza infrastrutturale del territorio denunciata di continuo dalle associazioni di categoria.
"Avevo già avuto modo di incontrare il prefetto la settimana scorsa, nell’ambito del recente convegno di Univa" ha ricordato Rosa, puntualizzando non a caso che soprattutto di soldi e di (auspicato) impiego dei medesimi si è parlato durante l’incontro. Aragno ha avuto quindi modo di conoscere alcune problematiche salienti della città: "Busto è importantissima per questa provincia, e sicuramente in futuro avremo altri incontri per approfondire le questioni esistenti e verificare le possibili soluzioni". Nino Pellegatta ha ricordato al prefetto e alla stampa che negli ultimi giorni è stata approvata una riduzione del 10% degli emolumenti di deputati, senatori, consiglieri provinciali e comunali, e forse sarà possibile recuperare i fondi anche per sbloccare il trasferimento della compagnia dei carabninieri nella nuova sede di via Bellini. Aragno ha dovuto riconoscere che in questo momento il Ministero dell’Interno non ha soldi, "anche perchè di caserme se ne stanno costruendo molte": ma se si trovassero finalmente i fondi necessari ( e "350.000 euro sono una bella sommetta" ha commentato il prefetto) il discorso si riaprirà. Sembra un copione già visto: prevedibile un anticipo da parte dei "soliti noti" enti locali, in attesa di nuove da Roma, dove le casse, tanto per cambiare, piangono.
Sul versante lavoro si è parlato della crisi della Mizar, i cui 110 restanti dipendenti (fino al 2001 erano 350) hanno di recente inviato una lettera aperta al Sindaco chiedendo un incontro urgente. "È chiaro che agiremo nei limiti delle nostre competenze" ha messo le mani avanti il sindaco, "ma non esiterò ad attivare il mio partito ai livelli più alti, perchè se non possiamo fare molto sul piano legale, a parte venire incontro a qualche necessità tecnica delle aziende, possiamo invece esercitare un’azione a livello politico". Il tema occupazionale si intreccia con quello generale della crisi del tessile e del settore meccanico, denunciata anche dal prefetto Aragno, e con quello infrastrutturale. Al proposito, nel lamentare le condizioni delle strade, Rosa ha concluso con una battuta: "I metalmeccanici in sciopero non so se martedì hanno davvero bloccato l’Autolaghi, a Gallarate, o si sono limitati a guardare una coda che c’era già…"
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