Lo sprint finale premia la Whirlpool
Varese-Avellino 83-70. Farabello e Howell trascinano i biancorossi alla terza vittoria consecutiva contro una Air mai doma
Terza vittoria consecutiva per la Pallacanestro Varese che nelle ultime battute di gioco si sbarazza della bestia nera Avellino, tutt’altro che rassegnata nonostante una classifica deficitaria. Non è stata una bella Whirlpool, a lungo nella versione "poco umile", quella con la quale si era già presentata (perdendo) a Roseto e Capo d’Orlando. Va dato atto però che quando però il rischio di una figuraccia ha fatto capolino, i biancorossi hanno cambiato marcia sulla spinta portata da Howell e Farabello. Il loro esempio, seguito dai compagni, ha permesso alla squadra di Magnano di chiudere nettamente davanti e di rimanere a contatto con le zone alte della classifica.
COLPO D’OCCHIO – La magra classifica di Avellino e il paesaggio siberiano all’esterno del Lino Oldrini non fanno desistere il pubblico di fede biancorossa che vuole accompagnare in forze Varese alla ricerca del terzo successo consecutivo. Prima del match premiato per i suoi 50 anni Alfredo Luini, storico tifoso semprepresente a stadio e palazzetto a bordo della sua carrozzella.
PALLA A DUE – Le buone prove recenti promuovono in quintetto Marco Allegretti. Tra i cinque scelti da Magnano anche Albano e papà Marlon Garnett. Capobianco sceglie la regia lineare di Bonora al posto del più accentratore Bobbit e porta in panchina Prato, ma solo per onor di firma.
Una difesa ritrovata e l’ingresso in campo dei “tangueros” Fernandez e Farabello permettono il riaggancio all’inizio del secondo periodo ma questa volta sono due triple di Young a riportare avanti i “lupi”. Varese continua a non piacere e a subire, anche quando c’è in campo lo sconosciuto Toure che si presenta con bomba e assist: 24-31. Buon per Magnano che Collins inizi a carburare e a rimontare quasi da solo. L’ultimo minuto è tutto del “Pando” Bonora: cinque punti per il 38-41 del
Dopo la pausa l’Air non ha intenzione di mollare la presa e si mantiene in vantaggio nonostante il punteggio rimanga abbastanza basso. Howell prosegue lo show della stoppata, ma è troppo poco perché le percentuali offensive varesine non decollano. Tocca allo stesso Howell e a Farabello (due palle rubate a Bobbitin pochi attimi) riportare la gara in parità. Il pivot col sorriso è protagonista al
IL FINALE – Le fiondate di Bonora e Hafnar aprono il quarto conclusivo. Il primo canestro di De Pol regala un piccolo margine alla Whirlpool, ampliato dal tiro pesante di un Garnett a lungo con le polveri bagnate (66-57). Dopo una magia di Young è ancora Farabello da lontanissimo a bucare la difesa ospite. Avellino però non è morta come dimostrano Brown e Bobbit (69-64). Magnano ripropone Collins e Fernandez che dà il cambio a De Pol con quattro falli. Fuori anche Howell per un problema alla caviglia. Due tiri avventati di Hafnar e Garnett da una parte, una tripla chirurgica di Bobbit dall’altra e Varese si trova solo a +3. Collins e Fernandez scacciano i fantasmi e allungano il vantaggio con cui si entra nell’ultimo minuto senza eccessivi patemi. Finisce 83-70 (il punteggio si allarga grazie a un tecnico alla panchina ospite), con una ovazione per Magnano e pure con l’accenno di rissa tra Bobbit e Fernandez. Ma anche con l’onore delle armi per l’Air che ci ha provato fino alla fine.
IL PROTAGONISTA – Difficile stabilire chi sia stato il migliore in campo tra Rolando Howell e Daniel Farabello. Scegliamo il pivot, bravo sui due lati del campo anche perché è stato impiegato quasi il doppio rispetto all’argentino.
L’AZIONE – Proprio “Ro Ro” è stato protagonista della giocata più spettacolare della serata, anche perché distribuita sui ventotto metri del campo: palla recuperata in difesa con un’ottima scelta di tempo, due palleggi per addomesticare la sfera in mezzo a mani avellinesi, passaggio e “rimorchio” in attacco. Concluso con una schiacciata stratosferica.
IL DUELLO – Cosa ci fa Davide Bonora in una squadra di così bassa classifica? Punti con ottime percentuali, ottima guardia montata su DeJuan Collins, ormai conclamato leader varesino. Il loro non è stato un duello da scintille, bensì un confronto di tattica. Vinto ai punti dall’ex play della Nazionale.
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