Luino, Cittiglio e Sesto i distretti sanitari più “poveri”
La Regione stanzia un miliardo di euro in campo sanitario e socioassistenziale per la provincia. L’Asl chiamata a riportare equilibrio nell’offerta tra nord e sud
Un miliardo di euro da gestire nei settori sanitario e sociale, circa 1.050 euro pro capite. L’azienda sanitaria varesina ha ricevuto dalla Regione fondi e direttive per organizzare e coordinare le attività in provincia.
Come primo obiettivo, già anticipato da Varesenews, l’Asl dovrà ripianare lo sbilanciamento, soprattutto in campo sanitario, tra nord e sud della provincia, con carenze evidenti nei distretti di Luino, Cittiglio e Sesto. Varese, invece, è in attesa di giudizio in quanto ancora non è definita la politica dell’azienda ospedaliera in merito al nuovo ospedale che potrebbe avere fino a 200 posti letto in più, se verrà reperito il personale.
Per riportare l’equilibrio, l’Asl contratterà con le singole aziende ospedaliere i livelli qualitativi e quantitativi di prestazioni: il margine di manovra prevede il conferimento fino al 4% circa delle risorse per i ricoveri e fino al 14% circa per le prestazioni specialistiche. I primi risultati sono attesi tra circa tre mesi.
La provincia di Varese, grazie ad un monitoraggio avviato nel luglio 2004, è più debole nei settori: ortopedico, cardiologico, oncologico.
Nel 2004, degli oltre 160.000 ricoveri dai residenti della provincia, circa l’82% è stato erogato presso strutture con sede nella provincia e il restante 18% in strutture esterne. Di questo 18% le sei strutture con oltre 1000 ricoveri sono state: l’Ospedale di Legnano (4799 ricoveri), la CC Centro Ortopedico di Lanzo Intelvi (1529 ricoveri), l’Ist. Clin. Humanitas di Rozzano (1224), il CTO + ICP di Milano (1082 ricoveri), l’Ist. San Raffaele di Milano (1045) e l’Ist. Naz. Tumori di Milano (1007). Da un’analisi storica condotta per discipline, risulta che sono maggiormente soggetti a migrazione fuori dall’ASL pazienti con patologie oncologiche, ortopediche, oculistiche.
Dai dati demografici del 2004, risultano 409.431 maschi (48,6%) e 432.766 femmine (51,4%) per un totale di 842.197; alla data del 30.11.2005 il numero di assistibili in carico ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri di Libera Scelta era di 846.423.
La popolazione residente nell’ASL ha un indice di invecchiamento del 19,4%. I distretti che affrontano il maggior peso dell’invecchiamento sono quelli di Varese, Sesto Calende, Busto Arsizio, Cittiglio. Nell’anno 2004, dal calcolo dei rapporti standardizzati di mortalità (SMR) è risultato che la mortalità totale è significativamente più elevata nel Distretto di Cittiglio; la mortalità per malattie del sistema cardiocircolatorio mostra un eccesso significativo nel Distretto di Sesto Calende, mentre è significativamente più bassa nel Distretto di Arcisate.
Nessuna area mostra un eccesso significativo di morti per tumore
La fotografia presentata dall’Asl servirà a rimodellare l’offerta sanitaria e socioassistenziale del territorio, con un’impostazione innovativa. Dovrà scomparire il sistema definito “atomistico” (erogatori pubblici e privati contrattualizzati, specialisti, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, strutture socio sanitarie, etc…) per avviare un ragionamento “a rete”. In sostanza, l’Asl punta al “gioco di squadra” basato sulla lettura dei bisogni del territorio, attraverso un monitoraggio continuo.
I fondi verranno ripartiti in base a tre criteri: storico, a cui verrà assegnato il 92% delle risorse di sistema disponibili per l’anno 2006; demografico, che conterà sul 6,5% delle risorse; geografico: a cui andrà l’1,5 % delle risorse.
Anche in campo socioassistenziale verrà potenziata la funzione di controllo e monitoraggio attraverso l’Archivio delle fragilità che individuerà i soggetti più fragili al fine di individuare una rete di assistenza mirata.
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