La casa-museo: un convegno internazionale a Villa Recalcati
Sabato 11 marzo si parlerà di artisti e collezionisti con i massimi esperti del settore
Villa Panza a Varese, Fondazione Pomodoro a Milano, Museo Peggy Guggenheim a Venezia: sono solo alcuni esempi italiani di Musei nati dalla passione di un collezionista o dalla volontà di un artista. Nella maggior parte delle volte portano il nome di colui che, dedicando una vita all’arte, ha prodotto una realtà unica e irripetibile. L’esistenza delle Case-Museo in Italia è un fenomeno molto diffuso ma ancora oggi troppo poco studiato. Vi sono stati nel corso degli anni singoli approfondimenti ma non vi è ancora uno studio sistematico, che metta confronto le singole collezioni e che trovi una linea comune di intervento.
Un convegno dal titolo “La valorizzazione della casa dell’artista e del collezionista del XX secolo. La conservazione e la trasformazione di case e atelier in Musei e Fondazioni per la cultura” organizzato dall’Associazione Amici del Sacro Monte e dalla Provincia di Varese, assessorato al Marketing Territoriale e Identità Culturale, vuole essere il punto di partenza per una conoscenza più approfondita portando importanti esempi e relatori di tutto rispetto. Partendo dalle case-museo varesine, come quella di Panza o dell’artista Ludovico Pogliaghi, la giornata di studi sarà dedicata alla conservazione, valorizzazione, gestione ed alle esperienze recenti che hanno coinvolto collezioni in Italia e in Europa. Gli architetti Peret Hohenstatt e Aldo De Poli della Facoltà di Architettura di Parma, massimi esperti dell’argomento coordineranno le due sessioni di dibattito che si svolgeranno presso la Sala convegni della Provincia di Varese sabato 11 marzo 2006 dalle ore 10.00.
«Abbiamo voluto fortemente realizzare a Varese – spiega l’Architetto Elena Brusa Pasquè dall’Associazione Amici del Sacro Monte – questo importante convegno poiché proprio sul nostro territorio vi sono realtà significative. Dalla più famosa Villa Panza a tutta una serie di piccoli musei custodi di importantissime collezioni. Vorremmo che questo fosse il primo di una serie di appuntamenti annuali che facciano della città un punto di riferimento su questo argomento».
Diverse sono infatti le collezioni presenti nella provincia dalla collezione del barone Giuseppe Baroffio Dall’Aglio al Sacro Monte che riapre al pubblico il 18 marzo dopo la pausa invernale, al parco del Museo Pagani a Castellanza, alla casa-mulino di Innocente Salvini a Cocquio Trevisago alla già citata Villa del conte Panza di Biumo, oggi di proprietà del FAI, solo per citarne alcune. Si parlerà anche del museo Pogliaghi del Sacro Monte che dopo oltre trent’anni (è chiuso dal 1977) riaprirà al pubblico entro la fine dell’anno restituendo una delle collezioni più importanti. «Sarà il Presidente della Fondazione del Museo a svelare sabato la data di riapertura». Accanto al convegno nell’Atrio di Villa Recalcati sarà allestita la mostra “La trasformazione della casa dell’artista e del collezionista in museo” curata da Marco Piccinelli e Nicola Poggi.
Gli studi compiuti fino ad oggi saranno raccolti in un volume che per la prima volta raccoglie in modo sistematico le realtà delle case –museo in Europa (Edizioni Lybra).
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