AMiB: tra strada e foresta, vicino ai bambini brasiliani

Ieri sera, venerdì 7 aprile, un incontro per conoscere l’onlus che si batte per la tutela dei minori in Brasile; sabato e domenica a Cocquio ci sarà una vendita di beneficenza

Fare volontariato in associazioni di tipo diverso significa in fondo guardare nella stessa direzione, solo da punti di vista differenti (e complementari). Così, all’interno del corso di formazione per i volontari dell’Avulss, non è mancato un venerdì sera un po’ diverso dal solito, alla scoperta del volontariato internazionale.

E’ Gisella, infermiera di Castronno da nove anni impegnata nell’AmiB (Assistenza Minori in Brasile), a dar voce a ideali e progetti della sua associazione: in un paese vasto e complesso come il Brasile, federazione di ben 26 Stati diversi, ricchissimo ma soffocato dall’ingiustizia sociale (il 25 per cento della popolazione vive sotto la soglia della povertà; tragica la realtà dei meninos de rua, i bambini di strada che finiscono vittime di droga e prostituzione), l’AmiB concentra le sue attività nello Stato del Marañhao, grande una volta e mezza l’Italia, a fianco dell’associazione brasiliana SVAM (Società Volontaria di Assistenza al Minore). Qui la vita è ancora più drammatica che nel resto del Brasile – miseria nelle zone rurali come nelle periferie delle grandi città, e a farne le spese sono sempre i più piccoli: su 10 bambini nati, 4 non raggiungeranno il primo anno di età.

Ma in che modo l’AMiB aiuta i suoi bambini? Numerosi sono i progetti portati avanti dall’associazione, sempre alle prese con situazioni diversissime tra loro. Come abbiamo detto il Brasile è un paese multietnico, dove convivono culture come quella dei 280 milioni di indios superstiti, a loro volta suddivisi dalle 160 lingue, o quella afro, eredi degli schiavi rapiti in epoca coloniale; molto diversi sono anche i problemi nelle diverse aree geografiche, dalle campagne rurali alle periferie delle grandi città, senza dimenticare gli indios delle foreste. Due esempi fra tutti, sorti nella capitale San Luìs: il Progetto Casa Famiglia, che dal 1999 accoglie bambini abbandonati, temporaneamente affidati dai genitori o allontanati dalle famiglie dal giudice e in attesa di una sentenza – tutti trovano il calore e l’affetto di una vera e propria famiglia, in cui ciascuno ha anche il suo piccolo compito da svolgere, e la casa fazenda, che si propone ai bambini di strada alla ricerca di un futuro diverso, offrendo loro scuola e un lavoro all’interno della comunità. In cambio, gli stupendi sorrisi dei bambini e la gioia spontanea di un popolo che contagia con il suo calore umano e la voglia di vivere.

L’AMiB finanzia le proprie attività in vari modi: direttamente, con l’adozione internazionale (attualmente sono circa mille i bambini brasiliani che hanno un ‘padrino’ italiano; un modo semplice ma efficace per dare a un bambino la possibilità di vivere dignitosamente nel suo paese); grazie il sostegno di privati benefattori; con i mercatini di artigianato sparsi un po’ su tutto il territorio. In questo periodo pre-pasquale i volontari hanno iniziato la vendita delle tradizionali colombe: sabato 8 e domenica 9 aprile potrete trovare i banchetti dell’associazione presso la chiesa di Cocquio Trevisago.

Vuoi saperne di più e magari sostenere l’AMiB? Visita il sito ufficiale dell’associazione o contatta i volontari (tel. 0332/892643, Gisella 338 2816417; e-mail 0332892643@iol.it).

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Pubblicato il 08 Aprile 2006
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