Andreoletti: le Comunità montane valorizzino la “Linea Cadorna”

La Valceresio accoglie l’iniziativa della Conferenza delle Camere di commercio dell’area alpina

E’ un sito tutto nuovo, dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della “Linea Cadorna” l’immensa opera di fortificazione realizzata durante la prima guerra mondiale fra il Verbano e la Bergamasca con opere che si spingono fino a Tirano. A volere il sito internet (www.lineacadornaviadipace.it) per questa “Maginot italiana” che ha lasciato importanti testimonianze anche nell’alto Varesotto, è stata la conferenza delle Camere di commercio dell’area alpina (Cipda).
«Iniziativa non solo interessante ma degna di essere sostenuta» commenta Ivan Andreoletti, presidente della Comunità Montana della Valceresio zona nella quale sono concentrate un gran numero di opere di fortificazioni a cominciare da quelle al monte Piambello.
«Credo – aggiunge Andreoletti – che dovremo presto studiare forme di collaborazione con la Cipda perché la valorizzazione e il recupero di questo grande patrimonio ha una funzione non solo storica ma didattica e turistica».
Ci sono margini per un’iniziativa di questa natura?
«C’è la possibilità di studiare come rilanciare un percorso che è al tempo stesso di natura e di storia. Non parlo solo dei percorsi rintracciabili nella Comunità Montana della Valceresio. Per questo vorrei prendere nei prossimi giorni contatto con i presidenti delle altre Comunità Montane della provincia di Varese per studiare un’iniziativa congiunta che consenta nella sostanza di proporre ad esempio, un percorso completo, suddiviso per tappe, alla scoperta di quella che è stata un’opera di fortificazione gigantesca. Basta andare al Piambello a vedere che cosa sono ancora oggi le postazioni fortificate o le piazzole per canoni che potevano colpire un eventuale invasore sino a Lugano o le trincee all’Orsa e al Pravello.  Basta andare a vedere che cosa sono le opere militari realizzate al forte di Vallalta o le trincee di Cassano Valcuvia. Ecco perché dico che è necessario che, di fronte all’iniziativa della conferenza delle Camere di commercio alpine, occorre che le nostre Comunità montane si mettano intorno ad un tavolo per offrire una strategie comune».

Con un’iniziativa Interreg si è anche progettato di creare, a scopo didattico-turistico un percorso che comprenda la “Cadorna” nell’Italia del Nord e la “Lona” e la “Dufour” in Svizzera. Però il progetto è ancora fermo.

«Sì, lo so. Il problema è quello dei finanziamenti. Una parte delle fortificazioni sono state recuperate, altre sono in completo abbandono. So che gli svizzeri hanno investito maggiormente e hanno già creato un percorso comune trasformando vecchi siti militari in musei della storia più recente. E allora ancora una volta sento il dovere di chiamare a raccolta le altre Comunità Montane varesine perché, insieme, si possa parlare a una sola voce e invocare aiuti finanziari. Soldi che non sono buttati via visto che il ritorno in termini solo di movimento turistico sarebbe ben superiore all’investimernto».

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Pubblicato il 05 Maggio 2006
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