«Crediamoci. L’Insubria è una realtà»
Antonio Banfi, studente di economia a Varese, candidato al Senato Accademico per Vivinsubria

Un’università da vivere, da godere. Questo è il sogno di Antonio Banfi, al terzo anno di economia, già rappresentante di facoltà, che oggi si candida al Senato Accademico.
Insieme ad Edoardo Simonetti e ai "comaschi" Riccardo Artaria e Marco Natoli ( «siamo un gruppo unito in entrambe le sedi»), si presenta sotto il simbolo di "Vivinsubria": « Hanno detto che siamo una rappresentanza politica – spiega Antonio – ma non è vero. Siamo una lista politicamente "trasversale" dove i candidati hanno idee diverse ma sono animati da un unico obiettivo: creare appartenzenza a questo ateneo che fino ad oggi è stato vissuto solo come un grande liceo».
Ed è proprio la scarsa rappresentatività degli studenti eletti la scorsa tornata il cruccio maggiore di Banfi che, per l’occasione, ha voluto unire sotto il simbolo di Vivinsubria le principali associazioni che sono nate in università: US, la sigla che campeggia dietro alle tessere degli studenti e che firma la principale manifestazione studentesca: le Insubriadi, L’Aquila, l’associazione nata nella facoltà di giurisprudenza molto seguita e attiva sulle sponde del Lario, Asio, l’associaizone creata ad Odontoiatria e Gioventù Nuova, una neonata compagine che da Economia si sta facendo conoscere grazie al giornale "università Nuova".
In questi giorni Antonio è molto indaffarato: «Lavoro sei, sette ore al giorno per queste elezioni e , a volte, qualcosa di più. La nostra università è estremamente frammentata. Non solo siamo bipolari, ma anche a livello provinciale l’ateneo è diviso tra più sedi: Varese, Saronno, Busto. Ora, con i lavori di ristrutturazione, nella sede di economia abbiamo incontrato anche studenti di medicina e di scienze. Abbiamo visto che ci sono esigenze in comune, la volontà di far decollare uno spirito accademico fino ad oggi inesistente. Fino ad oggi non c’è stata voglia d fare, di creare. Solo eventi occasionali. Eppure le Insubriadi lo scorso anno hanno coinvolto 1500 studenti, sintomo che c’è voglia di appartenenza».
All’interno delle facoltà, in verità, non si vive molto l’attesa delle elezioni. Anzi: ci sono molti studenti che ignorano le prossime scadenze elettorali: « La facoltà di medicina ha solo due rappresentanti e sono i nostri. Possibile? Riconosco che il loro impegno accademico sia grande, ma possibile che nessuno abbia sentito l’esigenza di mettersi in gioco per migliorare la vita della facoltà?».
«Eppure si potrebbe fare tanto, se ci si credesse un po’ di più» commenta il candidato al Senato accademico di Vivinsubria che, nel programma, promette di attivarsi per migliorare i collegamenti con il centro città, per mettere a posto le strade, per creare una mensa ma, soprattutto: "per far crescere l’università come luogo di aggregazione, sviluppando attività di crescita culturale e personale, incoraggiando l’internazionalizzazione e l’interazione con le imprese del luogo».
Alberto Banfi, sei anni di rappresentanza negli organi rappresentantivi al tempo del liceo, crede ciecamente nell’importanza dell’impegno istituzionale e sta girando il più possibile per raccogliere consensi. C’è molta indifferenza e tanto lavoro da fare.
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