Croce Rossa ‘precaria’: occupata la sede milanese

Agitazioni dei lavoratori in tutta Italia. Nell'occhio del ciclone contratti a termine e assunzioni bloccate

Proteste e mobilitazioni su tutta la penisola da parte dei lavoratori della Croce Rossa, in lotta a causa di una situazione contrattuale a dir poco preoccupante: a livello nazionale circa il 50% dei lavoratori sono precari. La percentuale in provincia di Milano sale a due lavoratori su tre a contratto determinato, con contratto scaduto da 28 mesi e assunzioni bloccate dal 1999; gli aumenti di salario per il passaggio di livello non vengono pagati da cinque anni.  

L’aveva già anticipato ieri Daniele Ricci, coordinatore regionale UGL Croce Rossa, commentando la decisione dell’amministrazione centrale della Croce Rossa di non avere intenzione di risolvere le vertenze in corso: «Oggi la Croce Rossa è un ente ‘senza timone’. Le annose criticità interne che la affliggono hannoportato i lavoratori allo stato di agitazione nazionale. Blocchi contrattuali, precariato esasperato, l’ombra della privatizzazione sono alcuni dei motivi. E’ evidente che chi ne faranno le spese saranno i cittadini: la CRI è un ente troppo importante per la collettività. Va rilanciato».

Di qui la scelta di aderire alla giornata nazionale di agitazione, che ieri ha anche portato all’occupazione della sede milanese di via Massena: la mobilitazione non ha avuto ripercussioni sulle ambulanze, che – come compare in una nota diramata dai sindacati – «continuano responsabilmente ad erogare i servizi alla cittadinanza, pur essendo all’esasperazione». La protesta continuerà a oltranza e potrà avere ripercussione anche sulla provincia di Varese.

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Pubblicato il 10 Maggio 2006
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