Giro al via: tutti pazzi per Ivan Basso
Lorenzo Franzetti (del mensile Ciclismo) presenta la corsa rosa. Il cassanese non vuole vestire i panni di favorito. Ma i tifosi lo aspettano
Maggio, tempo di Giro d’Italia. La tradizione si rinnova proprio come le stagioni. Tanti i motivi d’interesse anche quest’anno e, soprattutto, il pronostico è davvero incerto. Sarà la volta buona per Ivan Basso? Avrà ragione Danilo Di Luca? Damiano Cunego si riprenderà lo scettro? Gilberto Simoni farà tris? E se a vincere fosse ancora una volta Paolo Savoldelli?
Un percorso impegnativo e i tanti pretendenti fanno somigliare questo Giro d’Italia a un thriller che, a detta di molti esperti, rivelerà il “colpevole/vincitore” soltanto alla fine. In realtà, già dalle prime tappe il velo d’incertezza che caratterizza i pronostici sarà sollevato: la tattica, quest’anno, conterà poco.
BASSO – «Al Giro non ho mai affrontato un tracciato così impegnativo», è il commento di Ivan Basso. L’attenzione e l’affetto dei varesini sarà tutto per lui, ovviamente. Il nostro Ivan da Cassano Magnago potrebbe essere il quarto varesino a vincere il Giro d’Italia, dopo Luigi Ganna, Alfredo Binda e Stefano Garzelli: il leader della Csc (foto di Nicola Ianuale) parte davvero con grandi ambizioni, sebbene lui cerchi di distogliere le attenzioni dei media (impresa impossibile). «Se cercate un favorito non guardate me – ha dichiarato -. Andate a cercarlo tra coloro che hanno già vinto qualcosa d’importante. Io non ho ancora vinto nulla. In gara ci sono campioni come Gilberto Simoni e Paolo Savoldelli che vantano già due Giri in bacheca. Credo che siano loro gli atleti da battere in questa corsa».
Maniaco della precisione, appassionato del suo lavoro, concentrato fino all’inverosimile: Basso cerca di evitare le pressioni eccessive respingendo il ruolo di favorito numero uno. Il pericolo per il varesino sarà proprio di natura psicologica: non può e non deve farsi travolgere dall’ossessione di vincere. E anche il suo staff sta cercando di preservare il varesino dalle pressioni eccessiva dei media e del pubblico: «Lo stress è una brutta bestia – dice il team manager Bjarne Rijs -. Ivan deve stare tranquillo».
Sulla carta, esaminando le caratteristiche dei principali favoriti, è proprio Ivan Basso a emergere: sia in salita, sia a cronometro è in grado di reggere bene il confronto. Non ha ancora il carisma per essere considerato il faro del Giro e questo, probabilmente, è un bene: certo, il varesino non può più nascondersi. Se ambisce a diventare il numero uno del ciclismo, lo dovrà dimostrare già dai prossimi giorni, non soltanto per ambire alla maglia rosa, ma anche in prospettiva Tour de France. Potrà Ivan Basso conquistare il trono che fino allo scorso anno era di Lance Armstrong? La risposta l’avremo presto: a colpi di pedale, senza tante parole.
SULLA STRADA – Ora godiamoci questo Giro d’Italia, che a molti apparirà “strampalato” visto che partirà dal Belgio, da Seraing (Vallonia). Il nuovo direttore di corsa, Angelo Zomegnan, ha disegnato un percorso a misura di tifoso: c’è un pubblico immenso da riconquistare, gente da riportare ai bordi delle strade, tifosi da appassionare, italiani da tenere incollati al televisore. L’obiettivo principale è rinverdire la tradizione: visto il percorso, si potrà vincere il Giro soltanto con una grande impresa, senza calcoli da ragioniere.
Lo spettacolo del ciclismo si svolge soprattutto sulle montagne: e Zomagnan ha voluto allora abbondare, per la fortuna degli scalatori e suscitando i mugugni di Alessandro Petacchi e degli altri velocisti. Il Giro 2006, lo si vincerà in salita: le cronometro, una individuale e una squadre, saranno sì importanti, ma non determinanti.
I PROTAGONISTI – E allora, ecco dimostrato perché i pronostici sono così aperti: accanto a Basso, Cunego (foto a lato), Di Luca, Savoldelli e Simoni, vedremo tra i protagonisti anche molti outsider, tra i quali Emanuele Sella, Leonardo Bertagnolli, il venezuelano José Rujano, i colombiani Ivan Parra e Mauricio Ardila, il danese Michael Rasmussen, l’australiano Bradley McGee, l’americano Bobby Julich. Ci sarà anche il tedesco Jan Ullrich, ma le sue condizioni atletiche non sono per niente confortanti: lui dice di volere vincere il Tour, ma ha ancora molti chili di troppo da smaltire, addirittura una decina.
I VARESINI – La pattuglia dei varesini non sarà numerosa come al solito: oltre a Ivan Basso, sarà al via soltanto Dario Andriotto, passista in forza alla Liquigas di Danilo Di Luca. Possiamo anche includere qualche varesino d’adozione come l’australiano Michael Rogers, che vive in Valle Olona, e il britannico Charly Wegelius che abita a Olgiate Olona. Insomma: pochi, ma buoni.
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