La Cgil lombarda denuncia Formigoni alla Corte europea
Nel mirino del sindacato la funzione di Spa Infrastrutture Lombarde e il suo statuto
Nel corso di una conferenza stampa la Cgil Lombardia ha oggi illustrato i termini dell’esposto alla Corte di Giustizia europea con il quale si denuncia il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, tra le altre cose, per violazione delle regole della libera concorrenza. Al centro della vicenda c’è la Spa Infrastrutture Lombarde che, precisa la Cgil «come dice il suo Statuto, è una società a capitale posseduto a maggioranza dalla Regione, la quale, a differenza di ogni altra societa’ della stessa Regione Lombardia, puo’ esercitare una gamma di compiti imprecisati e imprecisabili anche diversi da quelli affidati in sede regionale».
La Cgil Lombardia, ha spiegato il segretario generale Susanna Camusso, ha incaricato i legali Manin, Carabba (Presidente emerito della Corte dei Conti) e Angiolini (costituzionalista dell’Università di Milano) presente alla conferenza stampa, di predisporre un esposto alla Corte di Giustizia europea in rapporto alle modalità di gestione di compiti riconducibili alla Regione Lombardia. «Infrastrutture Lombarde Spa si configura – hanno spiegato Camusso e Angiolini – come canale di svuotamento delle competenze e delle responsabilità degli organi politico-rappresentativi regionali, e dunque di impoverimento del controllo democratico sull’amministrazione pubblica per un verso. D’altra parte, e in stretta connessione, viola altresì i principi europei sulla libertà di concorrenza, oltre a produrre confusione tra la funzione pubblica e quella privata». L’esposto si sofferma soprattutto sullo svolgimento da parte della Regione, attraverso Infrastrutture Lombarde Spa, di attività "in house", ossia deferite dalla Regione stessa ad una struttura formalmente privata ma da essa controllata ed altrimenti destinate, invece, ad essere svolte in regime di libera concorrenza.
L’esposto della Cgil mette specialmente in luce l’eterogeneità dei compiti rimessi dalla Regione ad Infrastrutture Lombarde Spa a carico del bilancio regionale, secondo le leggi istitutive.
Alla conferenza stampa, oltre a Giorgio Macciotta, già sottosegretario al tesoro ed esperto di bilanci il quale ha illustrato una serie di dati indicativi, ha partecipato Beniamino Lapadula, responsabile economico della Cgil. Lapadula ha sottolineato come questo coacervo di funzioni violi la normativa comunitaria, restringendo il mercato e moltiplicando a dismisura i conflitti di interesse. Paolo Nerozzi, della segretaria nazionale della Cgil, ha espresso netta contrarietà e assoluta indisponibilità all’accomodamento rispetto alla situazione determinatasi con Infrastrutture Lombarde Spa. «Si tratta – ha detto Nerozzi – di un impianto irriformabile, soprattutto in assenza di uno Statuto regionale. In questo quadro si determina un esautoramento del potere della Giunta e del Consiglio e si aprono problemi di non poco conto dal punto di vista della democrazia».
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