Bruxelles “boccia” il carcere di Varese
La Commissione Europea che era stata chiamata a valutare le procedure d’appalto ha espresso parere negativo
Varese non avrà un nuovo carcere. Almeno per ora. Tutto sbagliato, tutto da rifare.
Così ha deciso la Commissione Europea che era stata chiamata a valutare le procedure d’appalto con il leasing immobiliare. L’Associazione Nazionale Costruttori Edili aveva presentato un ricorso e al Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria era stato chiesto di preparare una relazione che era stata poi sottoposta al vaglio della Commissione europea.
Dei giorni scorsi la notizia che Bruxelles “ritiene che la procedura d’appalto scelta sia erronea e che violi le disposizioni comunitarie (per essere più precisi la norma è la 93/37/CEE), dato che il bando – continua la Commissione Europea – è stato lanciato per l’affidamento dei servizi, mentre gli appalti in questione risultano essere appalti di lavori”. In secondo luogo, continua la nota da Bruxelles, “la natura stessa dei contratti non giustificava il ricorso alla procedura negoziata”. Sempre secondo la commissione, la modifica delle condizioni di attribuzione dopo la pubblicazione del bando di gara d’appalto non ha consentito a tutti gli operatori interessati e qualificati per i lavori, di partecipare alla procedura di aggiudicazione, “sicchè le autorità non hanno rispettato i principi di trasparenza e di non discriminazione iscritti nel trattato comunitario”.
In buona sostanza l’Associazione dei Costruttori Edili aveva visto giusto e la Commissione europea ha accolto le obiezioni.
Alla decisione di Bruxelles si aggiunge il fatto che il bando di concorso, a cui aveva partecipato solo la Ing Lease – Operleasing Spa con l’impresa Pizzarotti, è ormai scaduto.
A questo punto il progetto del carcere a Bizzozero, nel Parco a sud di Varese, viene archiviato. E con il progetto le polemiche che per alcuni anni lo hanno accompagnato, polemiche che riguardavano la scelta dell’area e che ha visto schierati sullo stesso fronte gli abitanti di Bizzozero e il Comune di Gazzada Schianno, il paese al confine con Varese che si era opposto con tutti i mezzi anche facendo ricorso al Tar e al Consiglio di Stato.
Resta il problema di trovare una soluzione allo stato di degrado in cui versa il vecchio carcere dei Miogni, nel cuore della città. Ristrutturare la vecchia struttura penitenziaria o trovare una nuova area, che metta tutti d’accordo, per la realizzazione di un nuovo carcere? Si riparte dal principio.
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