Dal Pirellone stop ai canili-lager
Approvata una nuova legge dal Consiglio regionale che contiene norme repressive contro maltrattamenti e abbandono degli animali domestici. Vietato l’utilizzo in spettacoli, gare, combattimenti e come premio per giochi o lotterie
Diritto al rispetto delle esigenze fisiologiche ed etologiche degli animali “d’affezione”, divieto di usarli come premio o regalo per giochi, lotterie o sottoscrizioni, norme repressive contro ogni tipo di maltrattamenti compreso l’abbandono, controllo demografico, risanamento dei canili e istituzione dei canili sanitari, affido anche temporaneo dei randagi, divieto di destinare gli animali ospitati nei ricoveri ad alcun tipo di sperimentazione.
Sono alcuni dei punti contenuti nella legge "Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione" approvata con il parere favorevole di tutti i gruppi consiliari al Pirellone. Il provvedimento, illustrato in aula dal presidente della Commissione Sanità, Pietro Macconi (An), è la sintesi dell’abbinamento di cinque distinti progetti di legge.
Per animali d’affezione si intendono "quelli che stabilmente od occasionalmente convivono con l’uomo, mantenuti per compagnia e che possono svolgere attività utili". Si considerano d’affezione anche quelli che vivono in libertà ma non quelli selvatici ed esotici. E’ fatto divieto di abbandonarli, di infliggere loro maltrattamenti, di utilizzarli in spettacoli, gare e combattimenti. Presso le ASL viene istituita l’anagrafe canina e felina e l’identificazione dell’animale deve avvenire con metodi indolore. Ai Comuni e alle Comunità montane, singolarmente o in forma associata, competono il risanamento dei canili, il ricovero di animali catturati o raccolti (questo servizio può anche essere demandato a soggetti privati con diritto di prelazione da parte delle associazioni animaliste), la possibilità di istituire un fondo speciale per la sterilizzazione di cani e gatti i cui proprietari versino in stato d’indigenza. Alle Province competono il controllo demografico della popolazione animale, la prevenzione al randagismo, l’istituzione di corsi di qualificazione per operatori volontari di associazioni protezionistiche.Cani, gatti e gli altri animali di affezione possono essere soppressi solo se gravemente malati e incurabili o in caso di loro comprovata pericolosità. L’eutanasia può essere esercitata solo da medici veterinari che devono tenere un apposito registro sul quale annotare diagnosi e motivo della soppressione. Il pensionamento degli animali può essere gestito anche da soggetti privati i quali sono tenuti a compilare un apposito registro che permetta di identificare l’animale, risalire alla sua provenienza, riportare la sua eventuale destinazione. La legge prevede per l’anno in corso un investimento finanziario superiore a 4,7 milioni di euro.
Positivi i commenti dei politici. Il primo firmatario della proposta di legge, Carlo Saffioti (Fi) ha dichiarato che «sono stati sconfitti i franchi animalisti integralisti tiratori. Nella società di oggi –spiega Saffioti – è sensibilmente cresciuto il numero di persone che vive con presenza di animali in casa. Nella sola Lombardia lo scorso anno sono stati censiti 7mila cani randagi a fronte di 900mila proprietà, con tutti i problemi che ne derivano e che questa legge va ad arginare». «E’ una legge nata con l’obiettivo di contrastare l’indegna pratica dell’abbandono degli animali da compagnia – ha invece sottolineato Luca Ferrazzi (An) -. Ogni anno prima dell’estate sono migliaia i cani o i gatti abbandonati: con la legge approvata oggi la Regione, finalmente, combatte tale pratica incivile». Positivo anche il commento della consigliera della Margherita Maria Grazia Fabrizio: « I Gruppi consiliari dell’Ulivo hanno votato sì, al fine di dotare finalmente la Regione di una legge che promuove la protezione degli animali – ha detto la Fabrizio -. E’stato un lavoro di sintesi complesso che ha dovuto tener conto degli interessi delle associazioni, degli enti locali, dei veterinari, degli amanti degli animali, delle famiglie che avevano interesse a veder declinare questa discussione in maniera produttiva. Abbiamo votato una legge bipartisan che ha obiettivi di fondo positivi e condivisi». Dello stesso tenore il commento di Sara Valmaggi, consigliera dei Democratici di sinistra: «Grazie al lavoro in commissione, su nostra proposta, è stato inserito il diritto di prelazione per le associazioni protezioniste per l’attività di ricovero degli animali, così come la possibilità per i comuni, che sono valorizzati, di istituire il fondo speciale per la sterilizzazione di cani e gatti appartenenti a persone indigenti – ha detto la Valmaggi -. Uniche ombre della legge sono la mancata introduzione del divieto di mutilazione a scopo estetico degli animali e il mancato coinvolgimento nei controlli delle guardie zoofile ed ecologiche volontarie. Grazie a questa legge saranno finalmente sbloccati i fondi statali, destinati alla costruzione e al risanamento dei canili comunali e si potrà attivare l’anagrafe canina. Il coinvolgimento degli enti locali e la valorizzazione del ruolo delle associazioni protezioniste è un baluardo contro la diffusione sul suolo lombardo al fenomeno dei canili – lager».
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