Francia-Italia si gioca in salotto
La piccola storia di Lella Ponti, del suo marito francese e di sua figlia Beatrice, che domenica 9 luglio festeggerà in ogni caso
Francia-Italia anche in salotto. Per chi ha un marito transalpino e una figlia metà italiana e metà francese la finale del Mondiale 2006 sarà un evento particolare. Lella Ponti ha sposato un francese, Règis Raymond, e la loro figlia, Beatrice, 9 anni, guarda al calcio con gli occhi di chi scopre una cosa nuova: «La nostra famiglia non è appassionata di calcio – spiega la Ponti -, guardiamo i mondiali, ma senza farci prendere da particolare entusiasmo, con un po’ di distacco, se volgiamo. Beatrice si sta avvicinando al gioco, comincia a capire i movimenti: spesso si annoia, dice che non fanno mai gol, e per questo apprezza il momento dei rigori, che a noi adulti fanno venire il patema d’animo». Il calcio è anche un momento per fare cultura, strano ma vero: «Avevamo in casa un cd di canti popolari della Rivoluzione Francese – spiega la mamma -, è stata l’occasione per imparare la storia della Marsigliese e conoscere un po’ di più quel periodo».
Sul balcone della loro casa di Brebbia fanno capolino da ieri sera, quando i galletti
hanno sconfitto il Portogallo e sono approdati a Berlino, due “bandiere”, una italiana e una francese, in perfetta par condicio mondiale: «Non avevo in casa una bandiera vera e propria dell’Italia e allora mi sono arrangiata con copripiumini e lenzuola verdi, bianchi e rossi – continua la Ponti -. Ieri sera mio marito, che soffre in silenzio perché le radici non si possono dimenticare, ha voluto costruire un tricolore francese con i vestitini di Beatrice, che ora è accanto a quello italiano».
Domenica 9 luglio alle 20, come tutta Italia e tutta Francia, anche Beatrice sarà davanti alla televisione, insieme a mamma e papà: «Sarà un Francia-Italia anche in salotto – conclude la Ponti -, comunque andrà sarà una vittoria per Beatrice. Francesi e italiani sono “amici”, il clima sarà rilassato, con la giusta tensione che merita l’evento, senza tifo contro o manifestazioni di ostilità: i mondiali sono un momento di socializzazione unico, dispiace che sia l’unico momento di coesione sociale del nostro Paese, mi piacerebbe vedere le bandiere esposte il 2 giugno o in occasione di altre feste nazionali. Con i nostri suoceri di Cannes e alcuni amici che abitano in Normandia ci sentiamo spesso dopo le partite: sarà anche una finale mondiale, ma alla fine è solo calcio».
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