In consiglio il caldo dà alla testa

Litigiosità alle stelle e colpi bassi: Corrado e Porfidio contro Cornacchia, Farioli ai ferri corti con Lattuada e i giovani di An, Rosa denuncia mancate convocazioni ai CdA dell'UnInsubria...

Liti e ripicche, intemperanze, arrampicate sugli specchi: il normale programma di un consiglio comunale a Busto Arsizio è stato messo in scena anche martedì sera prima, durante e dopo la discussione sul bilancio. Evidentemente la soffocante afa che affliggeva anche la sala consiglio di Palazzo Gilardoni, di norma ben condizionata, stimola la litigiosità.

L’unico momento di vera pace in avvio, con il minuto di silenzio in memoria di Augusto Zeroli, assessore negli anni Ottanta, scomparso di recente, vicinissimo al sindaco Farioli cui era legato anche per parentela. Dopo le comuncazioni del sindaco si aprivano le danze. Il primo ad imbracciare il mitra era Antonello Corrado di Rifondazione, che rincarava la dose sull’uscita del sindaco a favore di Israele ("meglio dire qualcosa a sostegno della pace, invece"). Cambiando bersaglio, Corrado impallinava quindi Diego Cornacchia (Forza Italia), che aveva presentato la proposta di togliere ad assessori, sindaco e consiglieri i compensi per i mesi estivi, salvo poi ritirarla. "Che fine ha fatto la proposta? Se la ripresenta gliela voto" dichiarava il consigliere comunista, salvo sentirsi rispondere da Cornacchia in questi termini: "Il senso di responsabilità che mi contraddistingue mi ha fatto ritirare un punto che già ora non avrebbe più avuto senso: se a Corrado piace, è liberissimo di non prendere i suoi gettoni di presenza". A questo punto anche Porfidio si inalberava, dando a Cornacchia del "buttafuori", poichè il consigliere forzista, nell’ambito di una sua proposta di revisione del regolamento consiliare, vorrebbe costringere tutti i consiglieri ad indossare abiti consoni al luogo, ossia giacca e cravatta.

Era quindi la volta, di nuovo, della questione israelo-libanese, questa volta con un duello interno alla maggioranza, tra Francesco Lattuada (An) e il sindaco Farioli. La posizione assunta da Azione Giovani, che fustigava l’uscita del sindaco, non è stata gradita, sintomo questo di scarsa attenzione per le tematiche giovanili, sostiene Lattuada: "i responsabili di Comunità Giovanile ancora non sono riusciti ad incontrarla una sola volta". La querelle sarebbe poi culminata, a seduta conclusa, in una accesissima discussione fra un Farioli inviperito, che accusava Azione Giovani di aver travisato il senso del suo intervento, ed un Lattuada che ribadiva la buona fede e l’impegno per l’autodeterminazione dei popoli propri del movimento giovanile di An.

Ma la mina più pesante è scoppiata quando Luigi Rosa ha reso noto il fatto, da lui definito "estremamente grave", di non aver ricevuto dal Comune le convocazioni per le riunioni del CdA dell’Università dell’Insubria, di cui è tuttora membro in rappresentanza di Busto. Per puro caso, e non tramite il Comune ("non avendo mie notizie da un pezzo l’Insubria mi ha fatto telefonare"), Rosa è stato convocato alla riunione del 20 luglio scorso: alla terza assenza consecutiva non giustificata, dopo quelle del 20 e 28 giugno, sarebbe infatti scattata la sua decadenza automatica dall’incarico. In più l’amministrazione a tali riunioni aveva inviato, senza avvisare Rosa, l’assessore al bilancio Cattaneo, che non è membro del CdA. Speroni e Farioli rispondevano per le rime nell’ordine: che Rosa nel CdA dell’Insubria ci si era autonominato quand’era sindaco; che negli ultimi mesi il rettore dell’università alle riunioni aveva convocato in rappresentanza di Busto il commissario Guglielman, che "con imbarazzo" vi si sarebbe trovato accanto a Rosa ("è falso, non ci siamo mai trovati insieme" ribatte oggi l’ex sindaco); che, infine, quale indirizzo per il pagamento del gettone di presenza , il sindaco aveva indicato casa sua e non il Comune, da qui le mancate convocazioni… "Il gettone è vuoto, a puri fini fiscali, e la richiesta non l’avevo neppure inoltrata all’Insubria, ma solo girata al Comune" commenterà poi Rosa. Ulteriori proteste dell’ex sindaco in consiglio, nel tentativo sdi spiegarsi, sortivano solo l’effetto di farlo zittire a termini di regolamento da uno Speroni innervosito. Un accenno di Carlo Fontana alla nomine in Agesp e alla mancata consultazione di vari gruppi d’opposizione – "non ci interessano le poltrone, ma il metodo" – otteneva in risposta il "Vergognati!" di Valerio Mariani (Ulivo), che ricordava l’affrettata, e più tardi cassata, nomina di Fontana ed altri nel CdA di Agesp da parte di Rosa a consiglio comunale già disciolto, lo scorso 31 gennaio. 

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Pubblicato il 26 Luglio 2006
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