“Non è rottura ma la proposta del Governo non ci piace”

Secondo le associazioni di categoria il rischio sarebbe “quello di veder raddoppiate le macchine dalla sera alla mattina”. Le posizioni di Cna, Associazione artigiani e Federtaxi Cisal

Sospensione, non rottura. Ma la proposta del Governo “una licenza – due taxi” non convince le associazioni di categoria. Secondo Giacomo Moretti, uno dei rappresentanti della categoria Fita-Cna «abbiamo abbandonato il tavolo confidando in una ripresa delle trattative. Parliamo di una sospensione più che una rottura, a seguito della quale, i taxisti hanno deciso autonomamente come muoversi sul territorio con azione non coordinate ma spontanee».

Rotta la trattativa dopo una notte di braccio di ferro tra i tecnici del ministero e i rappresentanti delle sigle sindacali, la protesta dei tassisti rischia di paralizzare nuovamente le città italiane, come avvenuto già la scorsa settimana. «Certo si tratta di forme di sciopero spontanee – sottolinea Moretti – e ogni singolo operatore sceglie come affrontare la questione. Certo come categoria valuteremo quale forma ufficiale di protesta adottare, tenendo conto che siamo legati ad un vincolo di servizio».
«Per il momento aspettiamo di essere nuovamente convocati dal Governo – spiega da Roma Massimo Campagnolo del Consorzio Taxi Malpensa, che si è recato nella capitale come responsabile Lombardia di Federtaxi Cisal – anche se non sappiamo né quando ne dove avverrà questa possibile riunione dove si riaprirà, speriamo, il tavolo delle trattative. Certo la scelta del Governo non ci piace: il rischio di prevedere due licenze per ogni targa vorrebbe dire per noi veder raddoppiare dalla sera alla mattina il numero dei taxi”. Sempre da Roma Campagnolo descrive la situazione: «A Piazza Venezia non si circola a causa dell’elevato numero dei taxi presenti, che hanno bloccato la strada».

«Le forme di protesta devono avvenire nel rispetto della legalità e dei cittadini.  Non ci riconosciamo quindi in agitazioni che rischiano di sfociare in turbative dell’ordine pubblico. Abbiamo detto sin dall’inizio che  la  soluzione è a portata di mano e che le parti devono reciprocamente impegnarsi per chiudere la vertenza».
Questa la posizione espressa in mattinata dall’Associazione Artigiani della Provincia di Varese, che aggiunge: «chi, come Confartigianato, ieri sera è rimato fino alla fine dell’incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha capito che l’oggetto del contendere, la cosiddetta "questione delle doppie targhe", rimaneva più un punto di principio del Governo che una misura Efficace». 
«In  tal  senso – conclude la struttura di Viale Milano – non comprendiamo  perché  non  si  sia pregiudizialmente voluto superare questo punto  per  arrivare  a  soluzioni  condivise che nella giornata precedente avevano  soddisfatto  le parti all’80%. Le condizioni per trovare l’accordo ci  sono tutte. Restiamo in attesa di sapere quando e come il Governo vorrà riconvocare le parti».

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Pubblicato il 14 Luglio 2006
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