Il lavoro in cento opere per l’anniversario della Cgil
La raccolta, organizzata per il centenario del sindacato, sarà esposta dal 13 settembre al palazzo delle Stelline
Il lavoro fatto di immagini, volti, scene di vita domestica, strumenti, catene e picconi. Un secolo di storia – dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Settanta del Novecento – è raccontato in cento opere d’autore. Sono le incisioni, le litografie e i disegni che dal 13 settembre al 21 ottobre 2006 potranno essere ammirati al Palazzo delle Stelline di Corso Magenta a Milano. “Il lavoro inciso. Capolavori dell’arte grafica da Millet a Vedova” è il titolo della mostra promossa e prodotta dall’associazione Centenario Cgil, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica italiana, con la collaborazione della Provincia di Lecce – dove la collezione è attualmente esposta – dalla Provincia di Milano, del museo provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce e dalla Fondazione Stelline di Milano.
Il viaggio tra le opere, curate da Patrizia Foglia, Chiara Gatti e Luigi Martini, parte dalle campagne: i contadini dal volto bruciato dal sole di Fattori, i pastori di Fontanesi, i pescatori di Greppi e i popolani di Manet. I centri urbani, lo sviluppo edilizio e dei trasporti, l’espansione delle attività industriali ottocentesche sono invece al centro della seconda sezione dell’esposizione dove appaiono le immagini e le interpretazioni artistiche delle prime ciminiere, delle case del proletariato, dei primi giornali illustrati, delle nuove città e della nascita della forza sociale dei lavoratori. In questo clima si inseriscono opere come "Via degli speziali in estate" di Signorini, "Il trionfo del lavoro. Allegoria per il primo maggio 1891" di Crane, "I tessitori" di Liebermann, "Periferia" di Boccioni e "Cartone per la figura centrale di Fiumanan" di Pellizza da Volpedo. La mostra prosegue con i "reportage sociali" di Steinlen, Käthe Kollwitz,Viani, Nolde, Brangwyn, Georges Rouault.
La grande guerra, il nazismo, il fascismo e quindi il secondo conflitto mondiale, segnano duramente la storia del movimento dei lavoratori.
La rinascita democratica e il riconoscimento dei diritti sociali riconquistati determinano un più avanzato rapporto fra artisti e lavoratori, che accompagna il confronto sulle diverse ricerche estetiche. La mostra offre, a questo punto, un ampio spaccato della grafica italiana del secondo dopoguerra, per approdare agli anni Settanta e all’esperienza “sul campo” di autori come Guttuso, Zigaina, Vespignani, Attardi, Muccini, Romagnoni, Ferroni, Migneco, Guerreschi, Calabria e Vedova.
Le opere in mostra sono state concesse eccezionalmente in prestito dal Gabinetto dei Disegni degli Uffizi di Firenze, dalla Civica raccolta delle Stampe Achille Bertarelli di Milano, dalla galleria Ricci Oddi di Piacenza, dalla biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, dalla pinacoteca Civica di Alessandria e da numerose fondazioni, archivi e collezioni private.
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