Maggiori poteri alla Lombardia, Formigoni accelera
A settembre il progetto di legge della Giunta regionale. Il Governatore: «Più competenze trasferite dallo Stato e autonomia impositiva»
Federalismo “funzionale e di efficienza” nell’interesse dei cittadini lombardi, in un quadro di rispetto delle regole costituzionali in vigore. La Regione Lombardia procede spedita nel suo processo di maggiore autonomia, fortemente voluto dalla maggioranza ed appoggiato da settori dell’opposizione.
L’elaborazione è in corso e le prossime tappe saranno l’approvazione di un apposito progetto di legge da parte della Giunta regionale dopo la pausa estiva, che articolerà le richieste di maggiore autonomia di competenze, secondo il seguente schema: varo della legge in Consiglio regionale, apertura del negoziato con il Governo e approdo in Parlamento per una legge nazionale.
Il presidente Formigoni ha parlato di una “fase 1”, progressivo trasferimento di alcune competenze dallo Stato alla Regione (ad esempio istruzione, sanità, energia, giustizia di pace ed altre) che la Regione sarebbe in grado di gestire meglio dello Stato a tutto beneficio dei cittadini, e di una “fase 2”, riguardante le risorse finanziarie. Il tanto agognato federalismo fiscale in pratica, con il passaggio dal sistema dei trasferimenti alla responsabilità di entrata e di spesa, così come previsto dall’art. 119. «Si tratta di due fasi logicamente distinte di un unico processo, che non è certo eversivo – spiega Formigoni – perché è previsto dalla stessa Costituzione, ed è anche unanimemente condiviso dalle Regioni italiane e dagli enti locali lombardi, come risulta da importanti documenti sottoscritti».
Punti qualificanti di questo disegno sono per Formigoni l’autonomia impositiva, la riforma dei meccanismi di solidarietà tra le Regioni e la sussidiarietà fiscale. Nel progetto del Governatore l’autonomia impositiva deve riguardare i "grandi tributi" (cioè parte dell’Irpef, dell’Iva e simili) e non tutti i piccoli balzelli. La solidarietà tra Regioni deve permanere ma con una logica che premi i comportamenti virtuosi e non avalli e compensi quelli non virtuosi, azzerando o addirittura rovesciando la graduatoria delle differenti capacità di efficienza finanziaria e gestionale. Infine, per quanto riguarda la sussidiarietà fiscale, Formigoni vuole che lo Stato rinunci alle tasse corrispettive a un servizio che i cittadini realizzano da sé.
Per quanto riguarda la gestione tributaria invece, la Regione non pensa a nuove strutture parallele ma piuttosto a una «forte collaborazione istituzionale» che dia vita a Centri di servizio regionale, basati sulle strutture statali già esistenti ma con un’alleanza e una gestione paritetica Stato-Regione-Enti locali. «In questo modo potrà esserci maggiore efficienza sia nella lotta all’evasione fiscale sia nella difesa dei diritti del contribuente» afferma sempre Formigoni.
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