Moto più sicure? Cominciamo dall’airbag

Uno dei due modelli commercializzati in italia è distribuito da una azienda di Laveno Mombello

Due morti in moto in un giorno. Due morti che allungano una lista che, quest’anno in modo particolare, pare interminabile.
Ogni volta si riapre il dibattito: la colpa è degli automobilisti, no dei motociclisti. Una "caccia al colpevole" che non porta da nessuna parte e che soprattutto non contribuisce a trovare una soluzione ad un problema vero, che poco o nulla ha a che fare con la casualità o la fatalità.
Qualcosa non funziona: le moto forse sono troppo potenti, ma se la prudenza è una qualità di pochi allora bisogna trovare soluzioni alternative. Anche con mezzi "repressivi", come suggerisce un nostro lettore che propone una "scatola nera" per le moto: forse non diminuiranno le vittime, ma sarà possibile fermare e controllare senza margine di errore chi usa le due ruote come se fosse su una strada deserta della California.
E poi c’è un’altra possibile soluzione: l’airbag.

L’airbag per motociclisti esiste, non è nemmeno molto costoso e uno dei due modelli in circolazione in Italia lo si può pure provare a Laveno Mombello. E’ nella cittadina sul lago Maggiore  infatti che ha la sede italiana una azienda che distribuisce un dispositivo di sicurezza per motociclisti, che si aziona nel caso in cui il guidatore venga sbalzato violentemente di sella.
Il brevetto, giapponese, ripara cervicale, torace, colonna vertebrale, fianchi e coccige e funziona all’incirca come un airbag per auto: quando avviene l’impatto, le parti gonfiabili si aprono e riparano i punti cruciali.

«Nato in Giappone nei primi anni del 2000, è un dispositivo che si è diffuso in Europa dal 2002 ed è in Italia dal 2003 – spiega Pietro Appiani, socio della Helite, che distribuisce per l’Italia l’Airbag Jacket – nel resto del continente sta diventando un capo diffusissimo, ne vendono migliaia e migliaia all’anno, soprattutto in Francia e in Germania. Qua in Italia invece, solo qualche centinaio».

Vien voglia di dire: si vede, considerato il bollettino di guerra giornaliero sulle conseguenze degli incidenti che coinvolgono i motociclisti. E non c’è nemmeno la scusa dell’esborso di migliaia di euro per ottenerlo, perchè non è vero nemmeno questo. Se il punto di riferimento per il motociclista è uno di quei bei giacconi della Dainese, va segnalato che i prezzi sono intorno ai 500 euro: all’incirca appunto come una giacca al top di gamma, ma con una fondamentale differenza, il sistema di sicurezza integrato.

C’è da dire che il brevetto giapponese distribuito a Laveno non è l’unico in vendita in Italia: una ditta di Badile, nella cintura milanese, ha brevettato il “motoairbag” che si aziona anch’esso a strappo e protegge la colonna vertebrale. Mentre esistono anche giubbotti Spidi – la marca di Gibernau e Melandri – equipaggiati con il sistema di sicurezza giapponese, quello di Helite.

I motociclisti che ci tengono alla sicurezza, ora, sono avvertiti: materiale anche per loro ce n’è. Anche se non sostituiscono comportamenti responsabili e ragionevolezza nella velocità.

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Pubblicato il 03 Agosto 2006
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