«Non abbandonate le valli, i fondi ci sono»

Soddisfazione per le risorse stanziate dalla Regione. In Valcuvia si pensa ad un ufficio per studiare tutte le possibilità di finanziamento

C’è chi per vivere nelle alture del Luinese si è re-inventato casaro, chi ha aperto un agriturismo, chi mantiene aperto l’ultimo negozietto di alimentari e chi ci va a passare la pensione o le meritate vacanze. Ma la vita di tutti i giorni nei paesi dell’Alto Varesotto dalla Valcuvia alla val Dumentina non è facile. I rigidi inverni regalano buone dosi di neve che rallentano, quando non la fermano, la circolazione; i servizi sono spesso lontani e difficili da raggiungere. Per questo esistono politiche precise per agevolare la vita di montagna in modo da rendere meno pesante a chi resiste la permanenza nei paesini inerpicati. E’ notizia di questi giorni l’arrivo dei fondi stanziati dalla Regione Lombardia per le quattro comunità montane della provincia di Varese in ossequio alla legge 10.

Si tratta di fondi appositamente destinati al miglioramento dei servizi per chi sceglie di non abbandonare la montagna. Le due comunità montane che maggiormente beneficiano di questi fondi sono la Valcuvia e le Valli del Luinese. «Ci sentiamo piuttosto sollevati da questa notizia – spiega Ido Locatelli, presidente dell’ente luinese – pensavamo di dover soffrire molto di più per averli visti i tempi che corrono, in questo modo potremo pensare a potenziare i servizi dei paesi di montagna».

I soldi, quindi, sono arrivati in ritardo ma ci sono e verranno impiegati per incentivare le fondamentali risorse umane che abitano la montagna. «La presenza di nuclei abitati vivi serve – spiega ancora Locatelli – a mantenere i boschi, a fare opere di sistemazione idrica e geologica e a mantenere tutta una serie di arti e mestieri che altrimenti andrebbero perse per non parlare, infine, dei prodotti tipici per i quali molto si fa e si è fatto negli ultimi anni».

E qui il ruolo di comunità montana assume tutta la sua importanza, come affermato da Marco Magrini, a capo della Comunità montana della Valcuvia. «Non è vero, come affermato da alcuni articoli di stampa, che le comunità montane sono enti spendaccioni – spiega – : un grande numero di servizi vengono erogati al cittadino proprio grazie a questi enti, e a condizioni spesso più vantaggiose rispetto alla singola capacità contrattuale di ciascun comune, vedi quelli più piccoli». In quest’ottica l’unione fa la forza anche alla luce delle opportunità sia a livello regionale che europeo che le comunità montane hanno per raggiungere i finanziamenti. «Stiamo pensando ad un ufficio specifico per studiare tutti i bandi dedicati ai finanziamenti alle comunità montane. A tale proposito sono interessanti le opportunità offerte dai cosiddetti "Pics", i Piani integrati per la competitività di sistema, che permettono di finanziare progetti dedicati alle associazioni di categoria ma anche a imprenditori artigiani e a piccole imprese affinchè i servizi primari restino nei piccoli comuni montani».

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Pubblicato il 23 Agosto 2006
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