Un cineforum per parlare di mafia

L'iniziativa organizzata da Associazione Libera e DS si terrà venerdì 1 e sabato 2 settembre presso la Festa dell'Unità alla Schiranna

 La rassegna, ad ingresso gratuito, avrà luogo venerdì 1 settembre e sabato 2 alle ore 21 30 presso l’area proiezioni della Festa dell’Unità. La prima pellicola sarà «La Mafia è bianca» di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini. «Un documentario che ha come tema i nessi tra mafia e politica – spiega Mauro Sabbadini, del coordinamento provinciale di Libera. – Ha avuto una distribuzione solo in home video e non nelle sale – fa sapere –. siamo riusciti ad averlo gratuitamente grazie alla cortesia di Ali productions, la casa produttrice». Per la serata di sabato è invece previsto il documentario “In un altro paese” di Marco Turco. Quest’ultimo, realizzato utilizzando solo materiale giornalistico ed immagini d’archivio, fotografa un periodo drammatico della storia della lotta alla mafia, quello delle stragi dei giudici falcone e Borsellino del 1992.

Il cineforum di questo week-end conclude l’attiva collaborazione tra DS e Libera grazie alla quale l’associazione ha avuto la possibilità di partecipare alla gestione in comune dello spazio libreria della festa e di vendere alcune pubblicazioni del gruppo Abele (una delle realtà che ha contribuito di più alla fondazione di Libera). «Questa esperienza ci ha permesso di entrare in contatto con un vasto bacino di utenza che da soli non saremmo stati in grado di raggiungere – commenta Sabbadini.

La sensibilizzazione ai problemi riguardanti il fenomeno mafioso è un tema molto sentito dai vertici della Quercia che ritengono importante fare informazione su queste tematiche anche in un’area, la provincia di Varese, apparentemente non interessata da questo tipo di fenomeno.

«La Mafia è un fenomeno globale, che ha bisogno di risposte globali» commenta Fabrizio Mirabelli, segretario cittadino dei DS che pone l’attenzione su come e quanto la Mafia stia cambiando in questi anni. «Lo stereotipo del mafioso siciliano con la coppola e la lupara è quantomai privo di significato – commenta – . Oggi i vertici di Cosa Nostra studiano all’Università e sono esperti in transazioni finanziarie. Non bisogna poi dimenticare che un’ampia parte dei loro proventi proviene dal riciclaggio di denaro sporco – e a questo proposito invita a non sottovalutare i rischi di infiltrazione mafiosa anche nella nostra provincia: «Varese, collocandosi tra l’hub internazionale di Malpensa e la Svizzera, costituisce senza dubbio un’area a rischio».

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Pubblicato il 31 Agosto 2006
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