Keith Carter approva la “cura Magnano”

La guardia americana parla al termine del primo allenamento a porte aperte. "Si lavora duro, ma è necessario per migliorare"

Porte aperte alla Whirlpool: parafrasando un vecchio spot automobilistico si può intitolare così il primo allenamento stagionale con il pubblico biancorosso seduto nel parterre di Masnago. Ad osservare, commentare (rigorosamente a voce bassissima), fotografare le azioni e i movimenti dei ragazzi di Magnano. Non tanta gente, a dir la verità, ma ancora una volta gli assenti hanno avuto torto. Già, perché l’allenatore argentino ha condotto un allenamento vero, lungo, senza risparmiare urlacci e consigli ai suoi uomini. Esercizi di atletica con il professor Pilori, di fondamentali, di tattica (Magnano ha prestato parecchia attenzione ad alcune pecche emerse nelle recenti amichevoli), di tecnica.

Al termine volti tirati, ma soddisfatti, a partire da quello di Keith Carter (nelle foto Raso/Guariglia): il fuciliere americano sa di avere un’opportunità importante per la propria carriera, è ben determinato a sfruttarla e concede volentieri le proprie opinioni su questo precampionato.

Il tempo delle amichevoli sta per terminare. Quali sono per lei gli aspetti su cui è necessario lavorare da qui alla prima di campionato?
«Non bisogna sottovalutare alcun aspetto del gioco, anche se in certi fondamentali andiamo meglio. Chi ha visto le partite di Busto ha potuto vedere come questa squadra sta guadagnando qualcosa partita dopo partita. La difesa mi è sembrata già molto buona, mentre in attacco stiamo trovando i meccanismi più adatti e mi pare che contro le squadre importatanti affrontate nel week end scorso la Whirlpool abbia compiuto un bel progresso».

Questa sera intanto, l’allenamento è durato due ore e mezza quasi senza soste. Magnano è davvero così duro in palestra?
«Sì, è duro, ma va bene così. L’ho detto: abbiamo bisogno di lavorare e il precampionato serve proprio a questo. E comunque ritengo che Magnano sappia bilanciare bene il carico di allenamento: oggi (martedì ndr) era giusto lavorare a fondo; man mano che ci avviciniamo alle partite di venerdì e sabato rallenteremo un po’ come abbiamo fatto in occasione degli altri tornei. Il coach è sempre molto attento a questa distribuzione nella settimana».

Lei ha già maturato una certa esperienza nel campionato italiano. Ritiene che il livello si sia abbassato rispetto al passato?
«A me pare che ci sia un maggiore equilibrio. Tre o quattro squadre come Treviso, Fortitudo e Napoli al momento sembrano superiori, poi però ci sono sei o sette formazioni molto vicine, che si giocheranno i playoff. Tra queste naturalmente c’è Varese e credo che questa incertezza ci possa favorire».

Il giocatore su cui il pubblico punterà di più gli occhi sarà Keys: è il meno conosciuto in Italia, e gioca in un ruolo delicato. Come giudica il suo impatto finora?
«Prima di tutto ritengo Billy una persona molto buona. Sul campo sta cercando di avere buone relazioni con tutti, allenatore e compagni. Guarda con attenzione lo sviluppo del gioco, i nostri movimenti, i modi per darci la palla e ascolta le direttive del coach. Ritengo stia facendo un buon lavoro».

Due parole su di lei: con che animo si appresta a disputare questo torneo?
«Per me quella di Varese è un’esperienza diversa da quella di Capo d’Orlando che reputo molto buona. Sono arrivato alla Whirlpool sapendo di dover lottare per un obiettivo superiore, ovvero i playoff. So anche di avere una possibilità importante per la mia carriera e sono pronto a giocarmela fino in fondo».

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Pubblicato il 26 Settembre 2006
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