Requiem di Mozart per l’11 settembre

L'orchestra dei Pomeriggi musicali, diretta da Tito Lucchina, alla basilica di San Vittore eseguirà il capolavoro del genio di Salisburgo

Il "Requiem" di Mozart e l’anniversario dell’11 settembre. L’opera ultima del genio musicale e l’evento drammatico che cinque anni fa ha cambiato per sempre gli equilibri del mondo. Un’accoppiata che sa di storia e che metterebbe i brividi a chiunque. Anche a Tito Lucchina, 42 enne varesino, che per la prima volta dirigerà l’opera di Amadeus nella propria città. Un concerto voluto fortemente dall’allora presidente del Consiglio regionale Attilio Fontana.

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L’appuntamento è nel cuore di Varese, nella basilica di San Vittore (inizio ore 21, ingresso libero). Lucchina dirigerà l’orchestra dei “Pomeriggi musicali”, il coro polifonico  Josquin Després” (Maestro Francesco Miotti), Gabriele Conti all’organo e quattro solisti: Lorena Campari (il soprano), Adele Cossi (mezzosoprano), Vincenzo Manno (tenore) e Daniele Micciché (basso). «È un’emozione grande – dice Lucchina – dirigere nella mia città, penso che sia il desiderio di ogni direttore e musicista. Per il coro “Josquin Després” cantare il Requiem è un punto di arrivo dopo oltre vent’anni di lavoro (è stato fondato nel 1982 ndr) e successi. Un risultato possibile grazie alla preparazione meticolosa e alla bravura del direttore Francesco Miotti. L’orchestra conosce le mie idee musicali e l’ho già diretta».

Il concerto si aprirà con “Il flauto magico”, eseguito al posto dell’“Ouverture, scherzo e finale” op. 52 di Robert Schumann del quale ricorre il 150° anniversario della scomparsa. La coincidenza  con le celebrazioni mozartiane ha oscurato l’anniversario di Schumann.
«Scritto per quattro solisti, coro a quattro voci dispari, archi, corni di bassetto, fagotti, trombe, tromboni, timpani e organo nella funebre tonalità di re minore, il requiem fonde sorprendentemente gli elementi classici del contrappunto a quelli più tragici e patetici del melodramma: una caratteristica che non è dato trovare in nessun altro dei lavori di Mozart destinati alla liturgia cattolica».

Tito Lucchina: studia musica presso il “Centre de Musique Ancienne” del Conservatorio di Ginevra con Nancy Long e John Dudley specializzandosi in prassi vocale antica; canta nel frattempo con i madrigalisti del Conservatorio ginevrino. Segue masterclass tenute da docenti di chiara fama tra i quali Gabriel Garrido, Roberto Gini, Tatiana Grindenko, Emma Kirkby, Cristina Miatello, Stephen Stubbs e canta con ensemble professionali italiani, svizzeri e francesi dediti al repertorio rinascimentale e barocco, con i quali tiene numerosi concerti in Italia e all’estero e incide per le case discografiche Tactus, Foné e Nuova Era.

Nel 1993 viene premiato con la segnalazione d’onore al “VII° Concorso Internazionale di Composizione Corale” di Trento. Studia direzione d’orchestra alla Civica Scuola di Musica di Milano sotto la guida del M.tro Franco Gallini, già allievo di Antonino Votto, debutta presso lo “Staatstheater” di Oradea (Romania) con la seconda sinfonia di Schumann e completa la propria formazione con la partecipazione ai corsi di perfezionamento dei M.tri Erwin Acél (Accademia Respighi, Roma 1991) Emil Simon (Staatstheater, Oradea 1992/93) Gustav Kuhn (Pomeriggi Musicali, Milano 1993/94) Isaac Karabtchevsky (Festival Internazionale di Musica, Riva del Garda 1999) e Aldo Ceccato (Teatro Dal Verme, Milano 2001/02). Ha diretto l’Orchestra della Civica Scuola di Musica di Milano, l’Orchestra Filarmonica di Stato di Oradea, l’Orchestra Filarmonica “Mihail Jora” di Bacau, l’Orchestra Sinfonica di Musica Riva Festival, l’Orchestra Filarmonica Europea, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, la National Symphony Academy Orchestra di Bucarest e la “Yorkshire Youth Orchestra” di Halifax.

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Pubblicato il 11 Settembre 2006
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