Varese come Berlino: il rilancio parte dall’ “urban center”

Università di Castellanza e Politecnico hanno lavorato due anni per identificare scenari e progetti per la promozione del territorio varesino

Il territorio di Varese studiato da due università. Due distinte équipe di ricercatori hanno analizzato la sua situazione attuale, le potenzialità, il tenore dei progetti, gli intoppi che ostano alla concretizzazione delle idee.
La fotografia che emerge non è certamente rosea, ma nemmeno così disastrosa.
Gli studiosi del Centro di Ricerca sui Trasporti e Infrastrutture della Liuc sono partiti dalla catalogazione delle 117 infrastrutture del territorio costituite da tre autostrade, dodici linee ferroviarie, dieci strade statali, 91 vie provinciali e un aeroporto internazionale. A fronte di questa "ricchezza" , però, è emerso che le merci viaggiano prevalentemente su gomma, ad una velocità media di 40 chilometri all’ora. Eppure la provincia rappresenta il 2,5% dell’export italiano. ( nella foto sopra, un momento dei lavori della Malpensa Boffalora)
Ai disagi si è cercato di dare risposte nel corso degli anni con diversi progetti: nessuno di questi, però, è stato ancora realizzato. Alcuni sono in dirittura d’arrivo, come la Malpensa – Boffalora, altri sono in altissimo mare, vedi la Pedemontana. In mezzo, una serie di piccoli interventi che languono in attesa che decolli l’inquadramento generale: «La nostra soluzione – spiegano Johnatan Donadonibus e Massimiliano Sartori, ricercatori del CRMT – è quella del "second best". Se non si riesce a far decollare il progetto intero, ci si deve concentrare sulle "seconde scelte", gli interventi più circoscritti che, però, hanno la loro dignità a costi più contenuti. Così, se non decolla il progetto pedemontano, ci si può concentrare sulla "tangenzialina di Varese" , sul peduncolo di Vedano, sull’interconnessione tra le statali Briantea, varesina e Porto Ceresio. Se non parte l’unificazione delle due stazioni in centro città, si può limitare l’intervento all’interconnessione dei passeggeri».

Un ulteriore delicato tema su cui i ricercatori hanno puntato l’attenzione è il reperimento dei finanziamenti: «In Lombardia, la provincia di Varese è l’unica a non avere progetti di "project finance" su opere infrastrutturali. Non è facile, in effetti, reperire fondi con questo sistema. C’è bisogno di grande lavoro e, soprattutto, di tempi certi e ridotti. Le banche si stanno specializzando nell’accantonamento di fondi che possono essere impiegati per realizzare opere pubbliche remunerative, ma non sono disposte a "bloccare" denaro in attesa dei tempi biblici della burocrazia».

Una soluzione al reperimento di fondi privati arriva dagli studiosi del Politecnico che hanno lanciato la proposta di costruire a Varese un "Urban Center" un luogo aggregativo, un laboratorio di idee, dove si incontrano persone di differenti livelli, che possono apportare contributi fondamentali allo sviluppo della progettualità. Una sorta di motore per far ripartire una realtà da troppo tempo immobile e che continua a "parlarsi addosso": «Facciamo l’esempio dell’Infobox di Berlino ( nella foto a fianco ) – spiegano le ricercatrici del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del politecnico Maria Valeria Erba, Barbara Piga, Isabella Botto, Laura Pogliani  – È stato il primo edificio della grande area centrale di trasformazione di Postdamer, un punto di osservazione ma anche di riflessione e di informazione sulle trasformazioni in atto in città». Dall’incontro di vari attori, ma anche di semplici cittadini, possono arrivare gli spunti per superare impasse e ostacoli».
Gli Urban Center sono realtà abbastanza diffuse sia negli Stati Uniti, sia in Europa ma anche in Italia, anche se con diverse finalità: «Noi suggeriamo non tanto il "modello ostensivo" tipico dell’Italia, in cui le pubbliche amministrazioni mettono in mostra le proprie attività. Ma crediamo nel modello europeo più creativo e a geometria variabile».

La rinascita di Varese, dunque, potrebbe partire dall’unificazione delle due stazioni, un progetto, come ricorda il geometra Augusto Caravati, già di moda nel 1962: «Allora partecipai ad un concorso di idee lanciato dal Comune per l’unificazione delle due stazioni. Un progetto che prevedeva negozi, posteggi, la rivisitazione della viabilità…».
Magari si può partire proprio da quel progetto, svecchiato di 40’anni.

Tutti gli eventi

di marzo  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 28 Settembre 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.