Alitalia-Malpensa, il dibattito in consiglio regionale
Tra gli interventi dei consiglieri regionali anche i varesini Agostinelli, Adamoli, Cattaneo, Tosi
La seduta odierna del Consiglio regionale è
dedicata, nella sua prima parte, al dibattito su Alitalia e Malpensa.
Sviluppo degli scali aerei lombardi e nazionali, superando la logica dualistica
Milano-Roma, la necessità di scelte strategiche a sostegno di competitività e
infrastrutture. Questi i temi che fanno da sfondo all’intervento del Presidente
della Regione, Roberto Formigoni, cha ha illustrato le ultime
vicende relative alle vicende della crisi Alitalia e delle ripercussioni sullo
scalo di Malpensa. "E’ chiara a tutti i cittadini lombardi e del
Nord – ha detto il Presidente della Regione – la posta in gioco:
la competitività del nostro territorio e dell’intero Paese. Ciò implica anche
una grande responsabilità politica. Tocca al Governo dare risposte certe e in
tempi rapidi". Per quanto riguarda la situazione aziendale di
Alitalia il Presidente ha dichiarato che "molti degli impegni assunti da Alitalia
nel 2002 sul sistema aeroportuale milanese sono stati disattesi". " La
compagnia del Nord – ha chiarito il Presidente Formigoni – non è la
prima delle soluzioni cui guardiamo, ma nel caso in cui il governo nazionale,
azionista di riferimento di Alitalia, non riesca a riorientare il piano
industriale della compagnia di bandiera su Malpensa e sul mercato, abbiamo il
dovere di pensare a soluzioni alternative, soluzioni non facili né
immediate".
Più tecnico l’intervento dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele
Cattaneo, che ha illustrato uno studio della Bocconi, secondo cui non
è possibile, per ragioni gestionali, pensare alla funzione di hub di Malpensa
senza avere alle spalle una compagnia di bandiera di riferimento. "Tagliare
il legame tra Alitalia e Malpensa – ha evidenziato Cattaneo –
equivarrebbe al suicidio economico dell’Italia. Più in particolare, porterebbe
anche al fallimento di SEA, la società di gestione degli scali milanesi".
Secondo Cattaneo occorrerebbe avviare una strategia di specializzazione sugli
scali lombardi, confermando il ruolo di hub intercontinentale di Malpensa,
facendo di Linate un "city airport", rafforzando Orio al Serio come
polo dei low-cost e sviluppando Montichiari come scalo merci.
Entrando nel vivo del dibattito, Giuseppe Adamoli (Margherita)
ha ricordato che ciò che è in gioco con la crisi di Alitalia è soprattutto "il
destino del più grande investimento pubblico del Nord costituito da
Malpensa". Adamoli si è dichiarato d’accordo con un progetto di
"intervento che si prefigga la tutela del patrimonio pubblico di
Malpensa, entro un piano che valorizzi il territorio". "Questo
però non significa –ha aggiunto– condividere la politica dei trasporti
e delle infrastrutture di questa Regione." L’esponente della Margherita
ha anche espresso la sua intenzione di non firmare alcun documento in cui si
parli di "compagnia del Nord".
"La nostra Regione rischia di essere dimenticata dai grandi flussi
-ha detto Mario Agostinelli (PRC) –ma la risposta sta
nella revisione di tutto il sistema aeroportuale". Il punto, secondo
Agostinelli, è la cosiddetta intermodalità: l’integrazione, per esempio, del
trasporto aereo col sistema del trasporto ferroviario, la chiarezza (che è
necessario fare) sulle infrastrutture di collegamento, nel quadro si un sistema
globale dei trasporti.
L’analisi di Agostinelli che, nel suo intervento, non ha dimenticato il
problema costituito dai 12.000 lavoratori di Malpensa, è partita dalla
considerazione che, oggi, tutto il sistema dello sviluppo lombardo va
riconsiderato e adeguato alla realtà della Regione.
Il ruolo della Regione e i mezzi legislativi e di indirizzo del Consiglio
regionale sono stati temi dell’intervento del diessino Stefano Tosi,
che ha riportato la crisi di Alitalia e le ricadute sullo scalo di Malpensa
all’interno di un discorso di politica industriale: "Dobbiamo porci
come interlocutori a un nuovo scenario che veda una forte convergenza delle
regioni del Nordovest, Lombardia, Piemonte e Liguria". Nello
specifico Tosi ha dichiarato la necessità di aggiornare il piano d’area di
Malpensa "interpretando meglio la collocazione di hub internazionale
dello scalo e offrendo soluzioni adeguate ai problemi di compatibilità
ambientale, per meglio cogliere le opportunità di sviluppo per la Lombardia e
l’ntero Paese".
Il capogruppo della Lega Nord, Stefano Galli che ha riportato
il caso dell’aeroporto di Malpensa all’interno di una "guerra contro
il Nord, iniziata dall’insediamento di questo governo di centrosinistra".
"Sono anni che le lobby romane cercano di affossare Malpensa – ha
dichiarato Galli – e ora, complice la crisi della compagnia di bandiera,
sono molto più vicine al traguardo". Il problema di Alitalia – "regno
degli sprechi e dei privilegi" – è, sempre secondo Galli, la mancanza
di volontà politica "di cambiare, licenziare". "Esprimiamo
– ha concluso il capogruppo leghista – la nostra contrarietà a un
piano di risanamento dell’Alitalia che preveda ancora ingiustificate
elargizioni di denaro pubblico e che non preveda il trasferimento della sede
operativa a Malpensa". Nel caso la compagnia di bandiera puntasse su
Fiumicino come unico hub internazionale, "Milano e la Lombardia
saranno inevitabilmente costrette a fare a meno di Alitalia, per puntare magari
alla costituzione di una compagnia aerea del Nord", ha
consluso Galli.
Anche per Stefano Maullu (FI), presidente della Commissione
Ambiente, il punto è il complesso del sistema aeroportuale. Rilanciando
l’argomentazione del Presidente Formigoni, Maullu ha affermato che " siamo
effettivamente interessati alla domanda su che cosa voglia fare Alitalia, ma la
domanda successiva è quanto tempo siamo disposti ad aspettare e a fare
aspettare il ceto produttivo di questa Regione, nell’interesse della Lombardia
e del Paese." Maullu ha anche ribadito il dato economico,
significativamente positivo, della redditività ( del 31% lordo) della Sea, che
corrisponde ad un buon risultato di gestione.
Secondo l’analisi di Riccardo Sarfatti (L’Unione), il sistema
aeroportuale della Lombardia è connesso al ruolo del Paese nel processo di
globalizzazione in atto. La radiografia complessiva del sistema del trasporto
aereo lombardo e nazionale, fornita da Sarfatti, prende in considerazione
alcuni punti: innanzitutto la necessità di una compagnia di bandiera forte
(cosa che al momento Alitalia non è) e che va risolto con una politica a
medio/lungo termine; poi il tema della proliferazione degli aeroporti italiani
e la questione della redditività dei monopoli che operano sui servizi pubblici.
Sarfatti ha richiamato anche l’attenzione sulla mancanza di un’authority sugli
aeroporti, che è un ulteriore elemento condizionante. Questi sono i punti alla
base delle scelte che vanno operate in tempi brevi, secondo Sarfatti,"
in un quadro "ha sottolineato – "di grande chiarezza".
Ha mirato all’essenziale la consigliera Sveva Dalmasso (Per la
Lombardia), rivolgendo un appello al Consiglio perché "dia il massimo
appoggio possibile al Presidente Formigoni allo scopo di ottenere dal Governo
impegni precisi."
Focalizzato su due obiettivi l’intervento di Carlo Monguzzi,
capogruppo dei Verdi, che ha lanciato una duplice proposta: la distinzione per
aree di interesse geografico delle rotte tra i due hub di Malpensa e Fiumicino
e la possibilità di arrivare alla definizione di un documento consiliare "che
ridisegni il sistema aeroportuale italiano ed europeo".
Un appello alle forze politiche di entrambi gli schieramenti per arrivare a un
posizione unitaria sulla crisi di Alitalia è stato lanciato da Massimo
Corsaro (AN), assessore regionale all’Industria ed ex assessore
regionale alle Infrastrutture e mobilità nella scorsa legislatura. "Il
problema – ha dichiarato l’esponente di Alleanza nazionale – non è se
Alitalia debba scegliere tra Malpensa e Fiumicino, ma se realmente abbia le
capacità di gestire il sistema aeroportuale italiano. C’è anche la possibilità
che, in maniera bi-partisan, si debba decidere di porre fine a una situazione
aziendale drammatica, sollecitando a livello nazionale i rispettivi partiti per
far sì che la Lombardia continui a essere il punto di riferimento
nazionale".
Disponibilità a "un lavoro comune" è stata espressa da Luciano
Pizzetti (DS), che ha anche apprezzato l’impostazione tenuta dal
Presidente Formigoni, criticando però il riferimento alla terza pista ("opera
del tutto inutile anche per un ulteriore sviluppo dello scalo") e
alla "Compagnia aerea del Nord", come alternativa ad
Alitalia. "Occorre– ha detto Pizzetti – evitare di
inseguire chimere che ci isolano e ci indeboliscono nel perseguire i nostri
comuni intendimenti a vantaggio del bene comune".
"Con il Tavolo per Milano a novembre finalmente si apre una
discussione vera. Ma dobbiamo prima sapere che cosa vuol fare Alitalia (cioè il
Governo) rispetto al piano industriale" , ha affermato Guido
Galperti (capogruppo della Margherita). "Dobbiamo sapere
– ha detto poi Galperti – che cosa fare rispetto all’adeguamento
infrastrutturale (e qui sta la maggiore utilità del Tavolo per Milano). Poi la
Regione deve prendere le sue decisioni. Penso che il dialogo instauratosi oggi
attorno a questo tema debba sfociare in un documento di pochi, condivisi
punti".
"Rifondazione comunista non ha pregiudiziali di alcun tipo sul fatto
di sottoscrivere un documento unitario ma che esso non rappresenti un assegno
in bianco da consegnare nella mani del presidente Formigoni " ha
detto Luciano Muhlbauer (RC). "Crediamo – ha
aggiunto Muhlbauer – che la Regione Lombardia dovrebbe mettere mano ad un
vero Piano regionale del trasporto aereo non accantonando l’idea di creare
insieme alle altre Regioni un Piano del trasporto aereo per l’intero
Nord-Italia".
Secondo Marcello Saponaro (Verdi) le decisioni prettamente
aziendali debbano rimanere in ambito aziendale.Nel caso specifico, la scelta
tra due hub deve quindi essere fatta da Alitalia. "Al Consiglio
regionale – ha precisato Saponaro – spetta la decisione su quale ruolo
debba avere Malpensa nel panorama internazionale, non quale sia l’hub di
Alitalia".
Per Giulio De Capitani (LN) gli interessanti incontri
organizzati sul tema dalla Commissione Territorio non sono sufficienti a
chiarire la situazione societaria e lo "stato di salute" di Alitalia.
"Per quanto riguarda poi il problema delle infrastrutture –
ha evidenziato De Capitani – che rimane problema cruciale e di alto
significato strategico, bisogna notare che non viene risolto non tanto perchè
manchino le risorse, o le volontà, ma per scelte di impiego delle risorse. C’è
un’insopportabile differenzia, ha precisato De Capitani, fra le risorse
economiche prodotte sul territorio lombardo e quelle effettivamente impiegate
in Lombardia, che produce molto di più di quanto costi il mantenimento del suo
attuale sistema "
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