Finanziaria, i commenti di Confesercenti

La posizione dell'associazione del commercio sulla manovra 2007

La manovra economica per il 2007 ci impone di rimettere i conti pubblici in linea con gli obiettivi che ci chiede l’Unione Europea.

Il deficit pubblico, in particolare, è il 4,1%, che con l’ultima sentenza europea sulle auto aziendali arriverebbe al 4,8%.

Risulta evidente la pesantezza della manovra per riportare il deficit sotto il 3%, come previsto dal patto di stabilità, ma proprio per questo i contenuti della legge Finanziaria devono essere equilibrati e rigorosi.

La scelta politica fatta dal Governo è invece netta e resa evidente dall’accordo fatto con sindacati e Confindustria, mettendo ai margini le PMI ed il lavoro autonomo, che sulla base di un sommario processo sono stati bollati come evasori e condannati a pagare buona parte della manovra.

La storia si ripete e dopo i salassi del precedente Governo, con circa 30 miliardi di euro scaricati sulle PMI attraverso condoni e concordati, ci impongono aumenti dei contributi previdenziali del 2%, nonostante le casse del nostro fondo presso l’INPS nel 2006 abbia un attivo patrimoniale pari a 7 miliardi di euro. Questo provvedimento è voluto per fare cassa e per tagliare il cuneo fiscale di 5 punti a favore delle imprese e dei lavoratori.

L’inaccettabilità di questa impostazione consiste nel fatto che di queste risorse, pari a circa 8 miliardi, 7 andranno alle imprese più grandi ed appena 1 alle PMI che rappresentano il 72% degli occupati italiani (con molti titolari e collaboratori familiari, ma con pochi dipendenti).

La stessa valutazione critica la rivolgiamo alle modifiche degli studi di settore, che verranno aggiornati ogni 3 anni invece di 4 (ovviamente, come in passato, quasi tutti al rialzo) e soprattutto bocciamo la volontà di appesantire a posteriori gli studi del 2006.

La volontà persecutoria la leggiamo soprattutto nella decisione di far chiudere per al almeno 15 giorni i negozi e pubblici esercizi, nel caso in cui viene controllato un cliente senza scontrino fiscale (oggi, per la chiusura, occorrono 3 infrazioni).

Altro punto da noi pubblicamente contestato è quello delle possibilità da parte dei Comuni di applicare una tassa di soggiorno fino a 5 euro per ogni turista.

E’ evidente che invece di mettere in atto un braccio di ferro con l’Unione Europea per ridurre l’IVA sul turismo, per recuperare lo svantaggio rispetto a Francia e Spagna, aggiungiamo nuove gabelle che terranno i turisti alla larga del nostro Paese.

Ovviamente nella complessività della legge Finanziaria ci sono interventi utili, ma non possono compensare queste scelte pesanti e pregiudiziali verso le PMI.

Per queste ragioni abbiamo aderito e fatto nostro il documento redatto dalla Presidenza Regionale della Confesercenti della Lombardia.

La Giunta Provinciale di Varese rafforzerà tali iniziative promuovendo una serie di incontri con i Parlamentari eletti in Provincia di Varese.

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Pubblicato il 05 Ottobre 2006
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