La collezione Gian Ferrari a Villa Panza
La gallerista ha donato 44 opere con straordinari capolavori del Nocevento. Dal 12 ottobre
Storica dell’arte, prima ancora che gallerista e collezionista. Claudia Gian Ferrari fa ormai parte della cultura milanese in materia di arte ed artisti. Figlia di uno dei più importanti mercanti, quando a Milano ciò voleva dire fare cultura ed indirizzare il gusto verso percorsi imprevedibili, in molti anni di lavoro ha collezionato 44 opere di assoluto valore, scelte, acquistate ed amate. Per la prima volta sono esposte la pubblico nella mostra presso Villa Panza a Varese "Capolavori del Novecento italiano dalla collezione Gian Ferrari al FAI" in corso dal 12 ottobre al 18 febbraio. L’occasione è nata grazie alla donazione testamentaria della collezionista al FAI, al quale affida l’intero nucleo che troverà sede a Casa Necchi Campigli di Milano.
La collezione presenta pezzi di scultura, pittura, grafica di un ventennio centrale per l’arte italiana del Novecento. La scelta operata dalla stessa Gian Ferrari, verte su alcuni capolavori assoluti come "l’amante morta" di Arturo Martini "La famiglia del pastore" di Sironi e due strepitose nature morte di Morandi. Chicca futurista è il bozzetto di Sironi per la "Prima mostra d’arte del Novecento Italiano".
Riferimenti alla cultura artistica tedesca-meridionale tardottocentesca impregnata di mito e filosofia si evincono da due quadri di De Chirico dei primi anni Venti. "Oreste ed Elettra" del 1923 che traduce un tema tratto dalla tragedia euripidea e il "Ritratto di Alfredo Casella" del 1924 importante figura di intellettuale, musicista e collezionista d’arte. ma è nell’opera "Idylle Marine" del fratello Alberto Savinio che invece si trovano applicati i principi della pittura metafisica dove l’ironia si sposa con le visioni e i giochi d’infanzia. Sironi è rappresentato da un capolavoro come la "Famiglia del pastore" appartenuta all’architetto Marcello Picentini, opera monumentale, che restituisce il mito di una civiltà senza tempo incentrata sui valori ancestrali della famiglia e del lavoro.
Gli ambienti di Villa Panza stimolano in confronto tra le due collezioni, l’una dedicata soprattutto all’arte monocroma americana e l’altra che guarda al Novecento e al classicismo. Un dialogo che mette a nudo le contraddizioni e le antitesi del XX secolo.
Dal 12 ottobre al 18 febbraio
Orario: tutti i giorni dalle 10-alle 18, escluso i lunedì non festivi
Ingresso Euro 10-5-2,00
Informazioni 0332.283960
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