Studenti in azienda, entusiasti di imparare

Unanime il giudizio positivo sull'alternanza "scuola lavoro" realizzata in provincia. Al convegno promosso dall'UPS discusse le basi per rendere stabile questa esperienza

Si riapre proprio oggi, venerdì 27 ottobre, il bando regionale per realizzare esperienze di “alternanza scuola lavoro”.  Sono già undici gli istituti superiori del territorio coinvolti in progetti avviati lo scorso anno per far incontrare le esigenze della didattica e quelle del mondo del lavoro. Questa la novità annunciata all’interno del convegno promosso dall’Ufficio Provinciale Scolastico a Palazzo Estense.
L’alternanza prevede due settimane in cui i ragazzi non si siedono al banco ma entrano in azienda per apprendere direttamente cosa voglia dire lavorare, cosa siano i diritti e i doveri di un lavoratore e i meccanismi sottesi al fare.  L’alternanza non va intesa come semplice interruzione del normale percorso degli studi ma richiede una collaborazione continua e seria tra il corpo docenti e il personale lavorativo. Diversamente dallo stage, l’esperienza viene, infatti, realizzata durante i mesi di scuola e comportano l’assenza dalla classe per tutta la durata dell’alternanza.
«Uno dei motivi – secondo Giuliana Pupazzoni, responsabile delle politiche formative all’Ufficio Scolastico Regionale – per cui i ragazzi non amano le materie scientifiche è l’estrema astrazione delle nozioni che vengono impartire. Accompagnandoli nel mondo del lavoro entrano in contatto con il lato applicativo di materie a volte ostiche».

Il territorio varesino si distingue in Lombardia per le occasioni di scambi scolatici con le imprese: ben 18, secondo solo a Milano. Sarà per il tessuto produttivo locale, sarà per la presenza di attori sensibili ed interessati a sostenere questa linea di confronto, in provincia ci sono stati anche istituti protagonisti due anni fa della sperimentazione che ha poi portato il sistema a perfezionarsi, allargandosi. Lo scorso anno hanno partecipato all’alternanza 860 studenti, saliti a 1316 nell’anno in corso.

Coinvolti nella rete degli scambi sono soprattutto gli istituti tecnici e professionali (Itc Tosi, Itis Facchinetti, Ipsia Parma e Ipsia Volta, Ipc Verri, Iis Olga Fiorini e Collegio Arcivescovile). Diversa è l’esperienza dell‘Isis Stein di Gavirate che si è reso capofila di una rete comprendente sette scuole : l’Isis di Bisuschio, quello di Luino, quello del Daverio e quello del Manzoni, l’Itcg Tradate, l’Ipsia Ponti e l’Ipsia Varese, l’Itis Varese, l’Itpa Montale e i licei Sacro Monte.


Al di là delle critiche ( piccole) che a volte si raccolgono perchè i ragazzi restano "indietro con il programma", unanime è il giudizio positivo di un’esperienza che ha ricevuto sempre commenti entusiastici da parte dei ragazzi.
In Lombardia, il tema dell’alternanza ha avuto facile presa grazie soprattutto ad una mentalità maturata nel corso degli anni scorsi e che ha visto in esperienze quali gli stage o le esperienze formative o l’avvicinamento alla cultura di impresa, i precursori di questa politica.
Oggi l’ambizione è quella di far diventare stabile e strutturato un esperimento avviato in modo empirico e sperimentale.

Anche l’onorevole Mariangela Bastico, viceministro all’Istruzione Pubblica, ha avuto parole di lode per un modello necessario per mettere tutti i ragazzi in condizioni di esprimere al meglio le prorpie peculiarità: «Anche gli studenti più refrattari ai libri hanno così l’opportunità di mettersi in gioco per costruire seriamente il proprio destino».

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Pubblicato il 27 Ottobre 2006
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