Un pugno di case tra la discarica e le code dei frontalieri
La frazione di Cantello, tra code alla dogana e rifiuti, chiede più attenzione da parte delle istituzioni
Gaggiolo è conosciuta per due motivi in provincia: come la dogana dei varesini per il suo valico dal quale transitano tutti i frontalieri dell’area di Varese e per la collina dei rifiuti che è cresciuta negli ultimi anni a raso del confine con l’Italia nel territorio elvetico di Stabio. I suoi abitanti sono anch’essi in buona parte frontalieri e anche se con gli svizzeri c’è un buon rapporto quella collina non la vogliono più. «All’inizio era una cava nella quale tutti i giorni venivano versate tonnellate di detriti e finchè poteva essere sotterrati non ci preoccupavano più di tanto – dice una signora che abita in una delle case sul confine – poi abbiamo visto che sono andati avanti e noi abbiamo cominciato a protestare. Adesso il sole arriva due ore dopo per noi».
I cittadini hanno cominciato ad organizzarsi e a sensibilizzare le istituzini fino al governo di Roma passando per Regione, Provincia e comune ma le risposte sono sempre state esitanti:«Tra chi non ha proprio risposto alle lettere e chi ha esitato – spiega Salvatore Boeddu, membro del comitato – siamo arrivati a questa situazione. Chi ci tutela?». Domande alle quali la politica ieri sera ha dato solo parte delle risposte sia da parte italiana che elvetica. In pochi anni la vita dei cittadini è peggiorata, assediati già dal traffico veicolare della dogana merci e turistica, poi la montagna di rifiuti. «Chiediamo che si trovi una soluzione che esca dalla rigidità delle norme dei due Paesi – conclude Boeddu – che sia la Regio Insubrica a mediare su queste cose, a cosa potrebbe servire altrimenti?».
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