«Altro che polemiche, il “semaforo spia” eviterà gli incidenti»

Mille multe in due mesi: l'installazione del "photoread" all'incrocio genera proteste, ma a difendere la scelta è l’associazione vittime della strada

«La polemica sulla presenza di semafori spia ha assunto aspetti talmente grotteschi tale da indurre codnucenti a rivolgersi ad avvocati, per ricorrere al giudice». È l’attacco di un’infuocata lettera giunta in Comune a Tradate da parte dell’associazione vittime della strada “Per una strada che non c’è” di Lonate Ceppino. Nelle scorse settimana infatte c’è stata una vera e propria mobilitazione di automobilisti che hanno assalito il comando della Polizia Locale per essersi visti recapitare a casa una contravvenzione dovuta al semaforo-spia posizionato sulla Statale 233, all’incrocio con Via Bianchi (quello con la Caserma dei Carabinieri). L’installazione del semaforo-spia, in entrambi i sensi di marcia, ha prodotto circa 1.000 contravvenzioni in due mesi, tutte persone che sono passate con il semaforo rosso. Da qui la mobilitazione nei confronti del Comune.

Nella lettera dell’associazione vittime della strada si fa esplicito riferimento a chi si è lamentato della multa, a chi chiede l’annullamento della contravvenzione o che gli vengano restituiti i punti. Ma un attacco preciso va al mondo politico: «Per non parlare poi di quella gravissima possibile deriva che è costituita dalle iniziative dell’uomo politico che vuole compiacere i potenziali elettori – si legge nella lettera -, quindi il via libera alla velocità ed il diffuco “chiudere un occhio” delle amministrazioni locali o, ancora peggio, delle minoranze, che non vogliono apparire repressive nei confronti dei cittadini della propria città; minoranze che vogliono recuperare voti con lo specchietto di non voler condizionare o limitare la libertà dei propri elettori e di salvare loro punti della patente o multe».

L’associazione ricorda infatti che sturmenti come il Photored (semaforo spia) o l’autovelox «non sono inizative vessatorie nei confronti di automobilisti e motociclisti, ma uno strumento per incentivare il rispetto delle leggi e limitare le conseguenze in caso di incidente. Alcune forze politiche sono forse contrarie al rispetto delle leggi? In linea di principio, anche noi non eravamo d’accordo sui mezzi deterrenti, ma se servono a togliere un pezzettino del rispetto di una “presunta libertà” in cambio della salute o della vita, ben vengano. Le minoranze dovrebbero semplicemente far rispettare l’articolo del codice della strada che prevede che il ricavato delle sanzioni venga investito in sicurezza stradale. Così le multe di chi vuole passare con il rosso serviranno ulteriormente a garantire maggiore sicurezza e non si potrà più dire che servono per “far cassa”».

«È una lettera che non ha bisogno di commenti, è chiara e decisa – spiega il vicesindaco Gianluigi Margutti -. Basta solo sapere che dopo le polemiche su quell’incrocio con il semaforo spia, il numero delle infrazioni è praticamente dimezzato. Oggi abbiamo un incrocio più sicuro».

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Pubblicato il 03 Novembre 2006
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